Le poesie di massimiliano, l'asburgo che amava i lombardi

Dopo più di 150 anni arriva la traduzione in italiano delle liriche dello sfortunato Governatore del Regno Lombardo-Veneto che morì in Messico da Imperatore

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

"Vedo i miei fratelli di un tempo / correre via da me alla loro bella dorata Lombardia! / E le mie ferite non guariranno mai" Massimiliano d'Asburgo-Lorena scriveva questi versi da Trieste nel settembre del 1859, dopo l'accordo per la cessione da parte dell'Austria dei territori lombardi. L'Arciduca era stato da poco destituito dalla carica di Governatore del Regno Lombardo-Veneto (che di fatto stava cessando di esistere) proprio perché troppo vicino al popolo, che per il fratello imperatore Francesco Giuseppe andava invece domato. Quella e altre poesie sono state tradotte per la prima volta in italiano in un volume curato da Patrick Poini, disponibile in cartaceo su Amazon e in digitale (epub e mobi) su Kindle, Kobo, IBS, BookRepublic e gli altri principali store. La seconda grande opportunità dello sfortunato Massimiliano arrivò nel 1864 quando accettò la corona di Imperatore del Messico dove venne fucilato tre anni più tardi, non dopo di aver mostrato empatia anche con gli indios di quella terra lontana. Nella primavera del 2021 Poini pubblicherà un libro di cui è autore sull'Imperatrice Elisabetta, la famosa Sissi, che uscirà per la casa editrice triestina MGS Press (la più quotata sull'argomento) e sarà unico nel suo genere svelando svariati aneddoti sconosciuti anche ai molti accaniti fan della celebre sovrana.

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