Luigi Lo Cascio racconta "Le isole lontane": a Milano il 26 novembre

Sarà l'attore Luigi Lo Cascio a raccontare al pubblico milanese le molte storie de Le isole lontane di Sergio Albeggiani (Mursia, pagg. 382, euro 18,00. Prefazione di Gaetano Savatteri): diario della navigazione di 30mila miglia intorno al mondo di una coppia di siciliani, antesignani dei vagabondi del mare, intenso racconto d'amore per la libertà e punto di partenza del Progetto LiscaBianca, per il recupero e l'inclusione sociale attraverso la navigazione a vela.

L'incontro si tiene mercoledì 26 novembre alle ore 18,30 presso la sede dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia - viale Gorizia 9/b Milano - In collaborazione con Lega Navale Milano. Con Luigi Lo Cascio, testimonial del progetto sociale, partecipano Attilio Albeggiani, figlio di Sergio e Licia, Marco Calatroni eFrancesco Belvisi dello staff LiscaBianca.

Sergio e Licia Albeggiani iniziano la loro avventura negli anni Ottanta, quando i navigatori oceanici italiani erano così pochi che, come scrive Sergio nelle prime pagine del suo racconto, «potevamo riunirci tutti sulla coperta di Lisca Bianca».

Gli Albeggiani, arrivati a quell'età in cui di solito si va in pensione, decidono di costruire una barca e di partire per il giro del mondo. La loro passione per il mare è di antica data: negli anni Settanta a bordo di un gozzo siciliano attrezzato con randa aurica e fiocco - battezzato Lisca Bianca in omaggio all'omonimo scoglio che si trova vicino a Panarea - partono per la prima navigazione oltre le Colonne d'Ercole. Al rientro la decisione è presa: l'Oceano è il loro futuro e Lisca Bianca II, che costruiranno per viaggiare, sarà la loro nuova casa. La realizzazione dell'imbarcazione, un Carol ketch, inizia ufficialmente nel novembre nel 1978, ed è un'avventura nell'avventura, tra difficoltà, errori e aiuti insperati. Attorno ai due si forma una piccola comunità di sostenitori. «Amici e sfaccendati non mancarono mai, durante tutto il corso della costruzione, di esercitare una saltuaria ma tenace opera di vigilanza, a volte ammirata, a volte critica», annota con deliziosa ironia Sergio Albeggiani.

Nel 1981 Lisca Bianca II viene varata a Porticello, vicino a Palermo. Da lì, tre anni dopo, il 23 settembre 1984, gli Albeggiani partono per il giro del mondo: Atlantico, Pacifico, Indiano, Mar Rosso e infine il ritorno a Porticello, accolti da tutto il paese come novelli Ulisse. Sergio e Licia non sono spericolati avventurieri. Al contrario. Sono una coppia normale, borghese, che dopo aver vissuto una vita di lavoro, cresciuto figli, sente prepotente il desiderio di libertà che è, innanzitutto, ricerca dell'essenziale, delle cose veramente importanti, delle «isole lontane che sono dentro ciascuno di noi». La scelta del mare è meditata, voluta, costruita giorno dopo giorno, senza brusche fratture con il passato. Una scelta di vita nel senso più pieno del termine.

Fedeli al motto del navigatore americano Conor O'Brien: «Se vuoi un buon equipaggio… sposalo!», i due si danno i ruoli a bordo: Sergio è il comandante, Licia il nostromo. Commuove nel racconto di Sergio il dialogo continuo, tenero e affettuoso con il suo «nostromo», che di volta in volta è preziosa alleata, cuoca sopraffina, compagna pronta a commuoversi, ma anche irriverente come solo una moglie può essere. Attorno a loro, durante il lungo viaggio, incontri con nuovi amici ma anche un alternarsi di figli, parenti e vecchi amici che li raggiungono nei posti più remoti del pianeta. Non mancano burrasche, avarie e incidenti di percorso.

I due tengono un diario di bordo che viene pubblicato al loro ritorno con il titolo Le isole lontane, un acuto ed emozionante diario di viaggio, ma anche un documento importante di un periodo cruciale della nautica italiana sospesa tra il boom del diporto («La barca oggi è qualcosa che sta tra lo status symbol e il giocattolone per adulti» scrive profetico Sergio) e la marineria classica, di cui gli Albeggiani sono sicuramente gli epigoni.

L'ultimo capitolo di Le isole lontane si intitola "Consuntivi". Sergio e Licia insieme tracciano un bilancio della loro avventura e alla domanda «Rifareste il giro del mondo?» rispondono : «Lo rifaremo». Il destino decide diversamente. Nel 1989 i due partono per il secondo giro del mondo, che si interrompe a Las Palmas per la scomparsa improvvisa di Sergio. Lisca Bianca torna in Sicilia e, complice la difficoltà nel mantenere un'imbarcazione in legno che non naviga, subisce un progressivo deterioramento. Il diario del viaggio e la storia degli Albeggiani sembrano destinati all'oblio. Poi la virata e un nuovo equipaggio. Nel 2013 un team multidisciplinare di professionisti dà vita all'Associazione LiscaBianca per salvare la barca e destinarla a progetti di inclusione socio-lavorativa. Nasce Progetto LiscaBianca, Navigare nell'Inclusione, in partenariato con l'Istituto Penale per i Minorenni di Palermo (ex Malaspina) e la comunità di recupero per tossicodipendenti Sant'Onofrio di Trabia (PA). Sono infatti i giovani detenuti e gli ospiti della Comunità a lavorare giorno dopo giorno, sotto la guida di maestranza esperte, per restaurare la barca in un percorso di crescita personale e formazione professionale. Grazie a loro Lisca Bianca tornerà in mare per attività sociali in tutta Italia: velaterapia, crociere didattiche, turismo sostenibile alla scoperta dei luoghi dimenticati della tradizione del mare .

Sulla spinta del progetto, Mursia ripubblica Le isole lontane e gli eredi decidono di destinare i proventi dei diritti d'autore all'Associazione LiscaBianca. Un libro, una storia e una barca tornano a navigare insieme.

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