Medici e sanitari devono essere indennizzati dalle assicurazioni

Per l'Ordine dei Medici di Milano il Covid-19 è inequivocabilmente da considerarsi “infortunio”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Il Covid-19 va indennizzato dalle polizze private infortuni? Per l'Ordine dei Medici di Milano la risposta è univoca ed è affermativa. “Il principio normativo consolidato equipara la “causa virulenta” alla “causa violenta” propria dell'infortunio, come ha già riconosciuto anche l'Inail” precisa il Presidente Roberto Carlo Rossi aggiungendo: “ora tocca tuttavia alle Compagnie assicurative sciogliere le riserve, anche se l'attesa è ormai eccessivamente lunga e sono troppi i casi di personale sanitario, che ha sofferto per il Covid-19, e attende i risarcimenti. Per questo motivo l'Ordine ha deciso di scrivere al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e all'ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) affinché intervengano senza remore”. Quello delle conseguenze patite in seguito a patologie legate al Covid-19, è un tema su cui lo stesso Ordine è già precedentemente intervenuto sottolineando la necessità di riconoscere un indennizzo per patologia, sia che essa sia stata menomativa sia che sia stata addirittura letale, per tutti i sanitari, di qualsiasi estrazione. Oggi tuttavia trova nuovo slancio in relazione alle polizze private infortuni, oggetto di un dibattito dottrinario ampio e intenso ma controverso che riguarda oltre al personale sanitario anche moltissimi privati cittadini. “L'Ordine meneghino” osserva Giuseppe Deleo, Medico-Legale e Consigliere dell’Ordine ambrosiano, “non pretende di schierarsi apertamente nella disputa dottrinaria: questo spetta alle Associazioni Scientifiche e/o Sindacali, ma vuole sottolineare alcuni elementi di dirimente importanza, a suffragio dell'indennizzabilità: da un lato il fatto che sia stato giuridicamente riconosciuto che quando contratti e clausole delle polizze assicurative risultano troppo complessi e articolati, vanno reinterpretati in favore della parte che può essere definita “più debole” ovvero nel caso specifico l'assicurato”. “Dall’altro”, soggiunge Rossi, “invitiamo le Compagnie ad occupare con responsabilità il loro ruolo centrale all'interno del tessuto sociale ed economico nazionale, proprio in un momento così difficile per il Paese in generale e, nello specifico, per chi è stato colpito dalle conseguenze di tale virus. Per tutte queste ragioni e per garantire le opportune tutele richiamiamo l'attenzione dei Ministeri e di ANIA auspicandone un rapido intervento affinché invitino le Compagnie ad indennizzare senza remore tali sinistri”.

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