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I grandi musical della stagione milanese a prezzo iper scontato

Storie immortali, attori e voci di talento: per i lettori di MilanoToday, sconti esclusivi

Cast eccezionali, storie immortali, attori di talento. Sono questi gli ingredienti della stagione dei musical a Milano. E in esclusiva per i lettori di MilanoToday, c'è la possibilità di assistere a tre spettacoli di livello internazionale con sconti fino al 40%. Attenzione però: affrettatevi, i tagliandi sono pochissimi. 

Ciao amore Ciao

1967. Due vite legate da una canzone e forse da qualcosa di più. L’ultimo anno di vita di Luigi Tenco. Il rapporto con Dalida, le case discografiche e il pubblico italiano, “inconsapevole colpevole” della morte del grande cantautore italiano, strappato troppo presto all’amore e alla musica. “Ciao amore, ciao”, una dichiarazione, ancora prima che una canzone. Una canzone mai realmente cantata. Un amore troppo chiacchierato e poco vissuto. Uno sparo. Comincia così lo spettacolo “Ciao amore, ciao”. Dalla fine, ma senza analizzarla. Non è un’arringa sulle cause della morte di Luigi Tenco. Non è un’apologia del cantautore scomparso e, tantomeno, non è un recital. È un musical a tutti gli effetti. Anche se preferisco chiamarlo “prosa con musiche”. La parola è fondamentale in questo spettacolo, anche perché, molto spesso, le parole sono mutuate dallo stesso Tenco. Parole profonde e dirette che lasciano poco spazio all’interpretazione. Certamente la musica non fa da contorno, anzi. Come nella migliore tradizione del musical anglosassone, la colonna sonora dello spettacolo, eseguita dal vivo e interamente composta di canzoni del cantautore ligure, non solo descrive le varie scene, ma ne porta avanti la narrazione, ci racconta una storia d’amore. Una storia, scandita dai momenti salienti di quel fatidico Sanremo ’67 Luigi Tenco (Luca Notari) è già un musicista apprezzato e “rivoluzionario” (non dimentichiamoci che la storia si apre nel 1967, un anno prima dello storico periodo di contestazioni sociali). Nel febbraio di quello stesso anno, viene chiamato a Roma da Nanni Ricordi, proprietario della storica casa discografica RCA. La proposta è allettante: il festival di Sanremo. Ma non è allettante per il luogo, di per se non gradito a Luigi, ma per la compagna che lo avrebbe affiancato su quel prestigioso palco: Dalida (Stefania Fratepietro). Un anno insieme. Tra Roma e Parigi, tra alti e bassi, tra amori presunti, dichiarati e non corrisposti.

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Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Gayo

Antonio e Andrea hanno deciso: faranno finalmente il grande passo. Ma cosa succede se la famiglia vuole un matrimonio tradizionale a tutti i costi? Se il prete non collabora? Se i vecchi flirt fanno capolino? Per i due giovani sposarsi sara? tutt’altro che un’impresa semplice! Fortunatamente possono contare su una banda di amici scalmanati e su una wedding planner alquanto intraprendente e strampalata, che si faranno in quattro per aiutarli a rendere il loro grande giorno indimenticabile. Una commedia all’italiana moderna che non fara? smettere di ridere gli spettatori, tra irriverenti equivoci, un pizzico di eccentrica follia e tanto divertimento... molto ‘gayo’.

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Tomorrow Morning

La storia, ricollocata in Italia, è semplice solo in apparenza: Marco e Jessica sono una coppia di circa trentacinque anni nella notte che precede il loro appuntamento dall’avvocato per il divorzio; Mummi e Jay sono una coppia di circa venticinque anni nella notte che precede il loro matrimonio. Entrambe le coppie mostreranno le paure, le gioie e i dolori di una firma su un pezzo di carta, sia che si tratti di divorzio, sia che si tratti di matrimonio. Ognuno di loro, inoltre, nasconde un segreto: piccolo e innocente o grande ed esplosivo. Ma, soprattutto, la storia stessa nasconde un segreto più grande. Una chiave di lettura che cambierà il modo stesso di vedere lo spettacolo. Due atti pieni di risate, riflessioni e belle canzoni, tutte originali ed adattate in italiano da Piero Di Blasio (già traduttore di “Ti Amo sei perfetto ora cambia”, “Appuntamento al buio”, “Annie Jr” e “Shrek il musical”), con un finale a sorpresa che poi, forse, tanto sorpresa non è. La regia sarà affidata, come sempre, alle mani esperte ed abili di Marco Simeoli, che saprà regalare al musical la tipica comicità ed ironia italiana, oltre ad un tocco di profonda riflessione e, perché no, malinconia. In fondo la prima causa di divorzio è proprio il matrimonio.

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