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Inaugurata la mostra di Cattellan: “Che la provocazione diventi vocazione”

Finazzer Floris: "Milano deve fare della provocazione una vocazione. Quando si tratta di arte e di mostre finisce sempre che si fanno parlare tutti gli altri invece di sentire gli esperti, diamo invece per una volta spazio anche a loro".

"Milano è la città che ha più gallerie d'arte al mondo dopo New York, e allora questa città deve cominciare a prendersi sul serio e trasformare la provocazione nella sua vocazione, aprirsi al nuovo e quindi anche agli interrogativi che vengono posti attraverso l'arte".

la-nona-oraLo ha dichiarato l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ieri in occasione dell'inaugurazione della mostra Contro le Ideologie di Maurizio Cattelan a Palazzo Reale. Tre le opere esposte nelle sale, La nona ora, con protagonista il Papa colpito da una meteorite, il tamburino e la donna crocifissa, "Esplicitamente ispirata ad una fotografia di Francesca Woodman", come ha suggerito il curatore della mostra Francesco Bonami; la quarta opera è stata presentata alle ore 18 in Piazza Affari, dove rimarrà per una decina di giorni: si tratta dell'opera L.O.V.E., un'enorme mano con tutte le dita mozzate, tranne il dito medio.

Dopo le tante polemiche, l'assessore ci ha tenuto a ringraziare il sindaco Letizia Moratti, "Senza di lei al mio fianco non sarebbe stato altrettanto facile spiegare l'importanza di questa operazione - ha dichiarato Finazzer Floris - Abbiamo rotto un tabù e alla fine la giunta ha capito che l'arte deve essere arte e per esserlo deve essere libera e questo non può che fare del bene alla città e perfino alla politica che può imparare a diventare liberale e aperta al processo artistico".

Alle voci sull'esistenza di un accordo con la curia riguardante l'allestimento della mostra nella sala delle cariatidi, l'assessore ha risposto "Nessun accordo con la curia, questa è una mostra di arte contemporanea e io non ho da confrontarmi con altri poteri, è stato prezioso invece sentire il punto di vista di un teologo, Maurizio Cattelan stesso era curioso di conoscerne il parere".


Dopo mesi di chiacchiere ed incertezze, ultime ad essere contestate sono state le locandine raffiguranti, , Hitler inginocchiato in segno di preghiera e perdono, una delle sculture più celebri di Cattelan. Molto il "rumor" che ha accompagnato la prima personale dell'artista, già provocatorio per la città nel maggio 2004 con l'installazione dei "tre bambini impiccati" in piazza XXIV maggio, "Questa mostra ha avuto fin troppa comunicazione, adesso è il momento di ascoltare e di confrontarsi con coloro che studiano e frequentano il mondo dell'arte contemporanea - ha commentato Finazzer Flory - Quando si tratta di arte e di mostre finisce sempre che si fanno parlare tutti gli altri invece di sentire gli esperti, diamo invece per una volta spazio anche a loro".

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