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Corrado Fabbri "Everything may happen here"

Si apre la mostra personale di Corrado Fabbri, un artista eccentrico nel panorama dell'arte contemporanea, che da lungo tempo conduce un profondo e originale lavoro di ricerca sull'immagine e sull'utilizzo e l'accostamento di nuove tecniche e materiali. Un tributo alla storia e ai grandi maestri dell'astrattismo, a Paul Klee e Calder, per l'aspetto quasi ludico e gioioso, a Mondrian, per il sotteso rigore di queste opere, a Matisse, per lo straordinario senso del colore, come alla visionarietà romantica e alla lezione del Pop.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

CORRADO FABBRI

EVERYTHING MAY HAPPEN HERE

inaugurazione mercoledì 15 maggio 2013 ore 18.30

via Ausonio, 18 - Milano

testo critico di Alessandro Riva

Corrado Fabbri, artista solitario ed eccentrico nel panorama dell'arte contemporanea, da lungo tempo conduce un profondo e originale lavoro di ricerca sull'immagine e sull'utilizzo e l'accostamento di nuove tecniche e di inusuali materiali.

In questa occasione, presso gli spazi espositivi di via Ausonio, viene esposto l'ultimo ciclo di una serie di circa 20 lavori che rappresentano le infinite varietà che le forme naturali possono assumere all'origine del mondo.

Su queste tele dalle ampie dimensioni si susseguono, ibridi ancora informi, forme spezzate, indefinite, che si incastrano e sovrappongono l'una sull'altra senza soluzione di continuità, dalle tonalità vibranti e dai materiali trasparenti e ricercati.

Da qui deriva infatti anche il titolo, Everything May Happen Here, come se in queste composizioni, replicabili con lievi varianti tonali e formali all'infinito, si mostrasse il punto di partenza di un'evoluzione il cui esito si può solo intuire e indovinare da ambigui indizi, forme circolari, abbozzi di oblunghi rettangoli, fiamme stilizzate, paesaggi suggeriti, cilindri metallici e rigorose forme tridimensionali dal sapore futuriste. E in questa ricerca, sempre molto studiata e raffinata, che nulla lascia al caso, si può leggere anche un tributo alla storia e ai grandi maestri dell'astrattismo, a Paul Klee e Calder, per l'aspetto quasi ludico e gioioso, a Mondrian, per il sotteso rigore di queste opere, a Matisse, per lo straordinario senso del colore, come alla visionarietà romantica e alla lezione del Pop.

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