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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Vincenzo di Michele, "Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso"

"Curiosando Editrice" presenta al pubblico, in anteprima, l'opera letteraria di Vincenzo Di Michele Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Nel 68° anniversario della liberazione di Mussolini al Gran Sasso, "Curiosando Editrice" presenta al pubblico, in anteprima, l'opera letteraria di Vincenzo Di Michele Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso. Nell'opera in oggetto, grazie alle testimonianze inedite dei pastori abruzzesi e di chi era presente nel settembre 1943 a Campo Imperatore, sono state accertati e riscontrati avvenimenti storici sinora sconosciuti.

È stata addirittura menzionata la presenza di tre personaggi nell'albergo di Campo Imperatore invitati proprio dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri addetto alla sorveglianza di Mussolini al Gran Sasso. Uno di questi personaggi, ai primi degli anni 60, rilasciò persino un'intervista dove dichiarò che  Mussolini a Campo Imperatore: «Poteva fare quel che gli pareva e piaceva, vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine, e che, insomma, la sorveglianza non era né stretta né efficace. Sta di fatto che tale personaggio, ovverosia Alfonso Nisi tanto per dirne una, si trovò presente al momento della liberazione di Mussolini, e che la sua presenza lassù era certamente indebita». Sussisteva, inoltre, concretamente la possibilità di intraprendere la via di fuga verso il versante teramano portando così il Duce in luoghi più sicuri. A soli 30 minuti di marcia, incredibilmente, c'era anche un altro rifugio ancor più strategico e affidabile, tra l'altro proprio in uso all'Aereonautica Militare.

In realtà, in quel 12 settembre del 1943, gli agenti di custodia non opposero alcuna resistenza all'esercito tedesco atterrato con gli alianti a Campo Imperatore per liberare il Duce. Eppure, il tenente Faiola – Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso – fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite. Di tutto questo, Vincenzo Di Michele (già autore del libro Io Prigioniero in Russia – oltre 50.000 copie vendute – dove ha narrato la storia di un alpino della Seconda guerra mondiale sul fronte Russo, conseguendo numerosi premi per la preziosa testimonianza storica) ha tracciato in maniera chiara, l'effettivo svolgimento dei fatti in quei giorni non esimendosi dall'analisi di confronto  con gli altri saggi storici. Infine, viene dato spazio a un'analisi di Alvise Valsecchi, su un ponderato dimensionamento storico dell'intervento delle forze germaniche.

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