Se le persone non vanno al mercato, il mercato va a casa delle persone

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Un’idea semplice eppure innovativa, quella che parte da Cinisello Balsamo e coniuga sicurezza e ripresa economica e sociale: portare il tradizionale mercato rionale dalle piazze direttamente nelle case dei cittadini. In questo momento di complessità e incertezza, è sempre più chiaro e presente il desiderio di ritornare ad una normalità dalle molte sfaccettature: tornare al lavoro, riscoprire il piacere di viaggiare, uscire con i propri amici e cari, perdersi per la città, ecc. Una normalità che per molti è rappresentata anche dalla spesa al mercato comunale, tradizione per molti associata a prodotti specifici (ad esempio il pollo del sabato). Ad avere l’intuizione è stato Andrea Caltarossa, cinisellese doc, come tutti rinchiuso fra le quattro mura domestiche. Si chiamerà Mercato di Zona: “Mercato di Zona nasce dal bisogno di una normalità differente, capace di ridurre le distanze e consentire a tante famiglie di riscoprire i volti ormai noti dei venditori e permettere a questi ultimi di ricominciare a lavorare nel pieno rispetto delle norme vigenti”, spiega Caltarossa. In cosa consiste, è presto detto: “Abbiamo creato una pagina web attraverso cui i proprietari delle bancarelle dei diversi mercati rionali possono promuovere i loro prodotti e consegnarli a domicilio. Il sito è molto semplice e accessibile a tutti, anche a coloro che non sono troppo in sintonia con la tecnologia e le sue complicazioni. Ciascun venditore gestirà personalmente tramite email e telefono gli ordini e le consegne, così da garantire la massima libertà di gestione del lavoro e delle spese”. Le pesanti ripercussioni causate dal lockdown alle piccole attività commerciali potrebbero così trovare un parziale ristoro, mantenendo il tradizionale rapporto personale commerciante/cliente tipico dei mercati rionali e ben lungi dalla freddezza del commercio elettronico dei colossi del settore. “Volevamo dare un’opportunità agli esercenti che stanno soffrendo le conseguenze della serrata delle attività – conclude Caltarossa – ma senza speculare e senza sperimentare soluzioni eccessivamente complicate: non si tratta di commercio elettronico, bensì di una semplice vetrina virtuale, facile, comoda e di aiuto per tutti”.

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