Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Prevenzione e riconoscimento precoce dell’ictus: i Lions con la Croce Bianca in piazza a Cernusco

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano, 18 marzo 2017 Una postazione del progetto "Time is brain!" dedicato all'informazione sulla prevenzione e sul riconoscimento precoce dell'ictus, verrà allestita a Cernusco s/N in Piazza Matteotti, domenica 19 marzo, in occasione della fiera cittadina di San Giuseppe. La Croce Bianca di Cernusco s/N, in collaborazione con il Lions e l'associazione A.L.I.Ce. Italia e con il patrocinio di AREU - Regione Lombardia, saranno a disposizione dei cittadini per diverse attività: - ricevere materiale informativo cartaceo su cos'è l'ictus, quante persone colpisce, come si può prevenire, riconoscere e curare - fare domande a personale medico neurologo con esperienza nel riconoscimento nella gestione del paziente colpito da ictus oppure ai soccorritori volontari - eseguire un prelievo di sangue per la misurazione della glicemia (DTX) - eseguire una misurazione della pressione arteriosa - eseguire una valutazione della presenza di ritmi cardiaci compatibili con fibrillazione atriale - compilare una scheda anamnestica riguardante i fattori di rischio sopraelencati e discutere con il personale medico presente A tutti coloro che effettueranno i controlli sarà rilasciato un modulo con i valori ottenuti nelle misurazioni; in caso di rilevazione di parametri a rischio non noti in precedenza, sarà consigliato un approfondimento diagnostico da concordare con la collaborazione del proprio medico di medicina generale. L'iniziativa, sottolineano i Lions, viene proposta per la prima volta, nella speranza che possa rivestire un importante ruolo nell'educazione e nella sensibilizzazione della cittadinanza su un tema di grande interesse e attualità e possa contribuire in modo innovativo alla promozione della salute nel nostro Paese. Che cosa è l'ictus e il progetto "Time is brain". L'ictus è una grave patologia che si verifica quando l'afflusso di sangue diretto al cervello si interrompe improvvisamente per la chiusura o la rottura di un'arteria. Si tratta di una malattia diffusa, che nel mondo colpisce ogni anno quindici milioni di persone, in Italia circa duecentomila ed in Lombardia quasi ventimila. Nel nostro paese l'ictus rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori; infatti, circa il 20-25% di coloro che sono colpiti da un ictus muore entro il primo mese dall'evento ed il 30-40% entro un anno. Questa malattia è anche la prima causa di disabilità in Italia, dove oltre un milione di persone vive con esiti invalidanti di ictus. L'ictus non è però un flagello inarrestabile: si stima infatti che l'80% degli ictus potrebbe essere evitato con una giusta strategia di prevenzione e che la percentuale di trattamenti ospedalieri eseguiti con successo potrebbe aumentare grazie ad una precoce attivazione della catena del soccorso, possibile insegnando alla popolazione a riconoscere i segni ed i sintomi dell'ictus. Per questi motivi la Croce Bianca di Cernusco sul Naviglio ha avviato un progetto di sensibilizzazione della cittadinanza sull'ictus chiamato "Time is brain! Ictus: Prevenzione e riconoscimento precoce". Obiettivi del progetto sono educare i cittadini a riconoscere e correggere i fattori di rischio dell'ictus, spiegare loro come riconoscerne i segni ed i sintomi con la scala di valutazione FAST (versione semplificata della Cincinnati Prehospital Stroke Scale, divulgata dall'American Stroke Association) e insegnare ad allertare precocemente il sistema di soccorso in caso di emergenza. Per quanto riguarda la prevenzione primaria, i fattori di rischio per l'ictus sono noti ed è noto che alcuni di essi sono modificabili. Tra questi, riteniamo possano beneficiare di una campagna di informazione e sensibilizzazione soprattutto i seguenti. Diabete mellito e intolleranza glucidica: circa il 10% degli adulti è affetto da diabete mellito. Tra questi, quasi il 30% non sa di avere questa malattia ed il 60% di coloro che assume terapie ipoglicemizzanti non raggiunge il corretto controllo glicemico. Dati internazionali hanno riportato un aumento del rischio relativo di ictus in pazienti diabetici variabile da 1,8 a 6 volte. È noto inoltre che rischio cardiovascolare e di ictus aumenta quanto è maggiore il periodo di vita trascorso con il diabete, soprattutto se la malattia non è trattata. Il trattamento precoce del diabete mellito può determinare una riduzione del il rischio di ictus del 24% circa. Ipertensione arteriosa e preipertensione: circa il 30% degli adulti sono affetti da ipertensione arteriosa. Di questi, quasi un quinto non sa di essere iperteso e circa la metà non raggiunge un corretto controllo pressorio. Già la condizione di preipertensione (definita come pressione non trattata sistolica tra 120 e 139mmHg o diastolica tra 80 e 89mmHg) è stata associata ad un significativo aumento del rischio di ictus e si calcola che per ogni aumento di 10mmHg di pressione sistolica il rischio di eventi neurologici acuti aumenti dell'8% (bianchi) - 24% (afroamericani). Il trattamento precoce dell'ipertensione arteriosa può determinare una riduzione del il rischio di ictus del 20% circa. Fibrillazione atriale: circa l'1% degli italiani adulti sopra i 40 anni soffre di fibrillazione atriale; tuttavia, questo numero sale al 2,5% negli over 65. Si stima che almeno il 10% dei casi di fibrillazione atriale sia asintomatico. La fibrillazione atriale quintuplica il rischio di ictus, indipendentemente dalla presenza di altre condizioni associate e dall'età. La percentuale di ictus attribuibile alla fibrillazione atriale sale da 1,5% nella fascia di età 50-59 anni a 23,5% nella fascia di età 80-89 anni. Pregressi eventi neurologici acuti: tra coloro che hanno avuto un evento ischemico transitorio, una percentuale variabile tra il 3% ed il 10% avrà un ictus entro due giorni e una percentuale tra il 9% ed il 17% entro tre mesi; le percentuali aumentano in caso di attacchi ischemici transitori di durata >10', con paresi o afasia, nei diabetici, negli over 60. Chi ha avuto un evento ischemico transitorio resta per i 10 anni successivi in una condizione di alto rischio di ictus (19%). Fumo di sigaretta: chi fuma ha un rischio di ictus maggiore di 2-4 volte rispetto a chi non fuma o a chi ha smesso da più di 10 anni. La cessazione del fumo riduce il rischio di ictus. Obesità e sovrappeso: il rischio di ictus aumenta dell'1,2% nelle persone in sovrappeso e di 1,6% negli obesi. Ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia: alcuni studi hanno mostrato che l'aumento del colesterolo totale determina un incrementato rischio di ictus, mentre altri hanno evidenziato correlazioni tra rischio di ictus e bassi livelli di colesterolo HDL, alti livelli di colesterolo LDL o alti livelli di trigliceridi; tali correlazioni non sono emerse in studi differenti, lasciando controversie aperte sull'argomento. Per quanto concerne il riconoscimento precoce, è noto che il maggiore punto di criticità nel percorso diagnostico- terapeutico dell'ictus è costituito dall'utenza del sistema di emergenza. Infatti, più del 20% delle persone colpite da ictus aspetta oltre un'ora per vedere se i sintomi passano prima di chiamare aiuto e meno del 65% delle persone colpite da ictus attiva il sistema di soccorso. Ciò determina una dilatazione nel tempo arrivo in ospedale, che in media nel nord Italia è superiore ai 100 minuti. Questo ritardo è deleterio, poiché l'unica terapia medica attualmente disponibile in caso di ictus, la trombolisi con r-tPA, perde efficacia se eseguita a più di quattro ore e mezza dall'esordio dei sintomi e viene somministrata oggi soltanto all'1-8% dei pazienti colpiti da ictus/TIA che arriva in ospedale in tempo utile e soddisfa i criteri per l'utilizzo di questo farmaco. Nel 1999 medici dell'Università di Cincinnati hanno proposto un metodo semplice, rapido ed efficace per identificare l'ictus, chiamato Cincinnati Prehospital Stroke Scale (CPSS); l'utilizzo di questa scala ha già mostrato un aumento dell'accuratezza nel riconoscimento dell'ictus da parte dei paramedici americani e del personale delle Centrali Operative di Emergenza Urgenza italiane. Il passo successivo, già compiuto negli Stati Uniti dall'American Stroke Association e avviato dalla Croce Bianca di Cernusco s/N a novembre dello scorso anno, è insegnare a tutta la popolazione una versione semplificata di questa scala di valutazione, abbreviata con l'acronimo FAST: F: face drooping (deviazione della simmetria della rima labiale o del volto) A: arm weakness (debolezza di un braccio) S: speech difficulty (difficoltà nell'articolare il linguaggio) T: time to call 911 (attivazione rapida del sistema di emergenza 112/118)

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