Eventi

«Raccontiamo per chi non sa. Noi sappiamo tutto, abbiamo le prove»

A Milano la prima di "Romanzo di una strage", con Favino e Mastandrea, sulla strage di piazza Fontana. Il sindaco Pisapia alla proiezione all'Odeon. Nelle sale da venerdì

Una scena del film

Piazza Fontana: 12 dicembre 1969, ore 16,37. Alla Banca dell'Agricoltura una bomba provoca una strage: 17 morti e novanta feriti. Iniziano la "strategia della tensione", le "stragi di Stato", gli "anni di piombo".

Marco Tullio Giordana, regista esperto in pellicole storiche e ritenuto da Francesco Rosi il suo erede, porta venerdi' in circa 250 cinema il suo ultimo film, 'Romanzo di una strage'. La prima a Milano, al cinema Odeon, ha visto la presenza del sindaco Giuliano Pisapia.

Interpretato da Valerio Mastandrea (commissario Luigi Calabresi), Pierfrancesco Favino (anarchico Giuseppe Pinelli), Fabrizio Gifuni (Aldo Moro), Laura Chiatti (moglie di Pinelli), Giorgio Colangeli (Federico Umberto D'Amato) e Omero Antonutti (Presidente Giuseppe Saragat), il film racconta la strage di Piazza Fontana, la morte di Pinelli precipitato dal quarto piano della questura, del commissario Calabresi che indaga sulla strage e viene colpito da una campagna d'odio per la morte di Pinelli. Attorno a loro ruotano politici di primo piano, servizi segreti, anarchici, estremisti di destra, repubblichini, giornalisti - tra cui Marco Nozza del 'Giorno' (Thomas Trabacchi), unica voce fuori dal coro che da subito critica la tesi ufficiale del "suicidio" di Pinelli.

Marco Tullio Giordana realizza un film pulito, a tratti didascalico, con un cast di primissimo piano, scritto insieme a Sandro Petraglia e Stefano Rulli e liberamente tratto da 'I segreti di Piazza Fontana' di Paolo Cucchiarelli. Una pellicola che si basa sui verbali dei molti processi, su testimonianze, sulle lettere di Aldo Moro dal carcere, su indagini e ipotesi dello stesso Cucchiarelli.

"Il titolo del mio film e' 'Romanzo di una strage' ed e' ispirato all'articolo scritto da Pier Paolo Pasolini nel 1974 ("Cos'e' questo golpe? Il romanzo delle stragi" - ndr) e vuole raccontare a chi non sa, con gli strumenti del cinema, dell'arte, della poesia, quello che e' stato. Una strage che ormai e' entrata nel Dna del nostro popolo. Oggi - continua Giordana - sappiamo tutto di Piazza Fontana, abbiamo le prove".

In realta' di quella strage alcuni lati oscuri ancora esistono e lo stesso finale, con la tesi di due bombe messe alla Banca dell'Agricoltura da anarchici e neofascisti, e' quanto meno originale. La pellicola comunque ha il merito di riportare l'attenzione sulla storia del nostro paese, in maniera onesta, con un'opera di alto livello artistico interpretata da un cast in gran forma. I due personaggi principali, Pinelli-Favino e Calabresi-Mastandrea duettano in maniera credibile e l'alchimia che c'e' tra loro mette ancor piu' in risalto il rapporto che c'era tra i due, fatto di diversita' di idee ma di rispetto e stima.

Riccardo Tozzi di Cattleya, che ha prodotto con RaiCinema il film, ricorda: "A vent'anni ho letto un articolo che parlava di Pinelli e Calabresi. C'era scritto che si rispettavano e che a Natale si erano anche fatti un regalo. Confesso - aggiunge - che su di me, ventenne, ha avuto un effetto dirompente, stravolgeva tutto cio' che mi avevano raccontato e che credevo di sapere". 'Romanzo di una strage' e' una pellicola coraggiosa perche' parlare ancora oggi di scontri ideologici, di estremismo nero, di anarchia, di politica, di corruzione e di servizi deviati costituisce un terreno minato. "Il mio film e' cosi' lontano dalle ideologie e dalla partigianeria - dice Giordana -. Credo che sia un grande film, con un cast di attori pazzesco a cui devo dire grazie per come ha lavorato sui vari personaggi. Un film rivolto ai piu' giovani, a chi non sa nulla di Piazza Fontana e non e' aiutato dalla scuola" (fonte: agi).

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Raccontiamo per chi non sa. Noi sappiamo tutto, abbiamo le prove»

MilanoToday è in caricamento