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6 luglio: riapre il Teatro alla Scala dopo il lockdown per il Covid. A luglio quattro concerti

La Scala accoglierà al massimo 600 spettatori. Quattro concerti nel mese di luglio per riaprire dopo il Covid-19

Lunedì 6 luglio 2020 riapre il Teatro alla Scala dopo il lockdown dovuto all'emergenza sanitaria da Covid-19. Dopo la riapertura del Museo (20 giugno), sarà il primo concerto nella sala del Piermarini dopo 133 giorni di chiusura. I concerti successivi si terranno mercoledì 8, lunedì 13 e mercoledì 15 luglio. La "reinaugurazione" vedrà sul palcoscenico il baritono Luca Salsi, la pianista Beatrice Rana e il violoncellista Mischa Maisky. Il programma prevede arie d'opera, i Sonetti del Petrarca di Franz Liszt e brani di musica da camera per piano e violoncello. L'8 luglio saliranno sul palcoscenco il tenore Francesco Meli, il soprano Federica Lombardi, la violinista Patricia Kopatchinskaja e il pianista Giulio Zappa.

Il terzo concerto, lunedì 13 luglio, è dedicato alle nuove voci e accosta cantanti che dopo gli studi presso l’Accademia Teatro alla Scala si sono affermati nei teatri di tutto il mondo a nuove promesse emerse nei concorsi più recenti. Si esibiranno il soprano Irina Lungu, il baritono Fabio Capitanucci e il basso Jongmin Park. Con loro i giovani soprano Federica Guida e Caterina Maria Sala. E poi il tenore Raffaele Abete e il mezzosoprano Szilvia Vörös. Con loro il pianista Michele Gamba. Il quarto concerto, mercoledì 15 luglio, riporta alla Scala i professori d’orchestra della Filarmonica dopo il weekend del 26-28 giugno in otto cortili di Milano per un totale di ventiquattro "mini" concerti.

Capienza: la Scala ospiterà 600 spettatori

La capienza della Scala sarà portata a 600 spettatori. Il Dpcm dell'11 giugno 2020 aveva stabilito (art.1, lettera m) una capienza massima di 200 persone al chiuso (e mille all'aperto), ma il giorno successivo la Regione Lombardia ha stabilito che «il numero massimo di posti a sedere disponibili è determinato sulla base della capienza stabilita per ciascuna sala dalla Commissione provinciale o comunale di Vigilanza per Locali di Pubblico Spettacolo, decurtata del numero di sedute non utilizzabili».

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