Schiaffo morale, ma è solo un "vecchio"

Ricordo le sue parole: “non è giusto, una figlia non può morire prima di suo padre… Non è giusto e… Dio lo sa”!

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Sarò breve perché questo non è un racconto romanzato ma purtroppo è solo cruda realtà quotidiana… E’ tempo che insieme alla mia compagna Eleonora e gli abitanti più volenterosi ci occupiamo del Comitato Inquilini delle palazzine ove ubichiamo, l’intento è quello di avere un ovvia attenzione verso il vicinato e verso le problematiche di quartiere che coinvolgono il cittadino augurandoci che man mano si crei quella sorta di rete collaborativa tra le diverse parti, in questo caso spa Mm e chiaramente Comune di Milano ma non è tutto oro ciò che luccica. Da sempre mi ritrovo ad avere a che fare con l’amico sig. Seit classe 1932, mio vicino di casa, che personalmente reputo il “mio” vecchio saggio anche se appare sempre più smarrito e il bambino che è in lui è particolarmente addolorato. Ha sempre avuto negli occhi quella sorta di dolore legata ad una speranza troppo spesso affievolita dalla tempesta della vita ma con quella forza interiore capace di risollevarsi ancora e… Ancora. Ricordo le sue parole: “non è giusto, una figlia non può morire prima di suo padre… Non è giusto e… Dio lo sa”! Ha accudito la propria bambina con sua moglie, la mamma di… “Adelina” … Fino alla fine… In silenzio, soffocato dal proprio dolore inspiegabile alla ragione… Un rimbombo interminabile che crea il vuoto del proprio infinito… Un vagare senza meta imprigionato nell’emblematica domanda… Perché? Continua a vivere nella piccola dimora della figlia insieme alla mogli e alla nipotina che ha intrapreso le scuole e trova un senso al dolore, in quella piccola casa ove l’odore di figlia è ancora nell’aria e vi è pur sempre una giovane bimba, si la vita va avanti e pare abbia un senso anche se… La casa non è tua di diritto, vi sono strane leggi con cavillosi iter burocratici che invece di sostenere lo sbando, il sostegno morale impongono con forza uno sfratto dovuto… In questi anni interpellando chi di dovere che vanno dai servizi sociali, gestori MM e lo stesso Comune di Milano non si capisce come pare han tutti le mani legate, eppure la situazione è gravosa, l’anziano signore è rimasto colpito nel cuore e nell’animo, salvato dalla patria Italia in tempo di guerra, ha vissuto e lavorato nel nostro territorio fino ad arrivare alla meritata pensione e in fin di vita viene ritrattato come un “clandestino” … Tutto questo ha spezzato il cuore di un povero uomo che ricorda a sprazzi che un vecchio leone è pur sempre ancora un leone e ruggendo vorrebbe gridare la sua rabbia repressa, l’ingiustizia vissuta, il dolore provato, le lagrime amare di una vita che sfuma in un gelido inverno, che strana la vita, la beffa più amara, giunge senza alcuno rispetto. Il giorno è arrivato, suonan alla porta, la Polizia di Stato chiede di lui, trovan solo “noi” suoi nipoti adottivi, lo sgombro va “fatto”, nonostante l’età, nonostante il dolore, nonostante si paghi un affitto da sempre, nonostante che tutti comprendono, fortunatamente al momento non c’era, bloccato nell’altro paese ove ha sua figlia sepolta, bloccato dal Covid ma non vi è allarme che tenga, prende un aereo ed arriva a sue spese, non voglio capire il perché, se è giusto o sbagliato, se la legge prevede, quello che so è che vedo il “mio” anziano signore sprofondare nel vuoto, sentirsi umiliato ove avrebbe sperato rispetto e probabilmente solo comprensione, ma trova solo barriere ed i giochi son fatti, finiti i tempi delle belle parole restano i fatti che parlan di “anziane persone” trattati da stracci usati al momento e gettati… Nel fosso.

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