Al Teatro Delfino "Enrico IV" di Luigi Pirandello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Un grande testo l'"Enrico IV" di Luigi Pirandello, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, è il protagonista dello spettacolo in scena al Teatro Delfino con il Gruppo Abeliano, dal 14 al 16 febbraio 2014, tutti i giorni alle ore 21.00, la domenica alle 16.00.

A interpretare Enrico IV è Antonio Salines, storico attore teatrale che ha calcato le scene italiane al fianco di grandi interpreti come Carmelo Bene, Vittorio Gassman ed Ennio Flaiano, per citarne solo alcuni, e che con la direzione di Vito Signorile riesce, con bravura ed esperienza, a tenere in scena il doppio personaggio alienato e cosciente di questo dramma pirandelliano.

La rappresentazione nasce come riduzione dell'opera, svolgendosi così in un atto unico. La tragedia inizia con il racconto dell'antefatto. Un nobile del primo '900, di cui non viene mai fatto il nome, partecipa ad una festa in maschera nella quale impersona Enrico IV; insieme a lui anche Matilde di Spina, donna di cui è innamorato, e il suo rivale in amore Belcredi. Quest'ultimo disarciona Enrico IV che, nella caduta, batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando.

Dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per rubargli l'amore di Matilde, che poi lo ha sposato ed è fuggita con lui. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa.

Enrico IV appartiene a quella che viene definita la terza fase dell'opera pirandelliana: il teatro nel teatro. Ed è di fatto una messa in scena teatrale quella che Enrico opera fingendosi pazzo per smascherare l'ipocrisia e la cattiveria altrui. Ma se i suoi antichi amici non sono pronti ad accettare che la sua pazzia è finta, è solo lucida consapevolezza, a sua volta egli stesso non può più liberarsi della maschera indossata. Come in Uno, nessuno e centomila, non c'è spazio per la presa di coscienza, non c'è spazio sociale per gli individui che smascherano le mille finzioni della vita. Alla fine di ogni percorso interiore rimane solo una grandiosa solitudine.

"Enrico IV" di Luigi Pirandello

Con Antonio Salines, Tina Tempesta, Mino De Cataldo, Enzo Vacca, Roberto Corradino, Stefania Bove, Francesco La Macchia, Michele Stella

Regia di Vito Signorile

dal 14 al 16 febbraio 2014 - ore 21.00, domenica ore 16.00

Teatro Delfino - Via Dalmazia 11, 20162 Milano

Per info e biglietti: www.teatrodelfino.it

IL REGISTA

VITO SIGNORILE

Attore, regista e fondatore della Compagnia Gruppo Abeliano, in quaranta anni di attività ha curato la messa in scena di oltre settanta spettacoli di prosa, ha scritto e realizzato una quarantina di sceneggiati radiofonici per la RAI, ha curato la realizzazione di video, CD musicali e libri dedicati alla cultura popolare. Come attore è stato protagonista di spettacoli teatrali, radiofonici e televisivi; è stato diretto, tra gli altri, da Giancarlo Nanni, Antonio Salines, John Mc Rae, Ermanno Olmi, Nanni Tamma e Sergio Rubini. Per il Dipartimento Scuola Educazione della RAI ha curato un ciclo di programmi sulle fiabe tradizionali pugliesi. Per RAI UNO ha curato la trasmissione radiofonica sul Folk italiano "PRIMO NIP". Ha approfondito le sue ricerche sulle tradizioni popolari con particolare riguardo ai canti del lavoro e della festa in Puglia e alle tradizioni orali del popolo barese. Per il Gruppo Abeliano di cui è direttore artistico, ha ideato e organizzato cartelloni teatrali che hanno contraddistinto importanti rassegne nazionali, da "Proposta Cooperazione" a "Prova col teatro", da "Alla ricerca dello spettatore perduto" fino all'ormai tradizionale "Actor", che ha ospitato innumerevoli grandi attori italiani. Ha ideato e coordinato per il Centro Abeliano, convegni di rilievo nazionale come "L'autore Italiano", "Progetto Europa drammi di fine secolo" - "Omaggio a Strindberg", "Omaggio a Leopardi l'attualità della leggenda" in collaborazione con le Università di Bari, Lecce, Basilicata e con le Ambasciate di Svezia, Irlanda e la British Council. Convinto assertore della necessità di avere una "casa teatrale", ha allestito fino ad oggi tre Teatri nella città di Bari fino alla costruzione del Nuovo Teatro Abeliano della capienza di 300 posti e dotato di numerosi spazi prove. Nel corso della sua carriera ha diretto diversi laboratori teatrali per la formazione di giovani attori, è stato docente di recitazione per la scuola biennale di teatro universitario "Vito Carofiglio", è stato vice di Luigi Musati e docente di recitazione per la scuola regionale di formazione della compagnia giovanile pugliese. La sua ultima produzione teatrale è Scèche-Spirre tratta dall'opera di Vito Carofiglio, un affresco shakespeariano di cui Signorile ha curato la regia e interpretando al tempo stesso i ruoli di Lear e Falstaff.

IL PROTAGONISTA

ANTONIO SALINES

Attore teatrale e cinematografico, regista e compositore, si è diplomato nel 1959 all'Accademia Nazionale d'Arte drammatica Silvio D'Amico. Nello stesso anno ha fondato con Carmelo Bene una delle prime compagnie autogestite I ribelli. Nel 1960 fa parte del Teatro Popolare diretto da Vittorio Gassman con gli spettacoli: "Adelchi" di Manzoni, "Orestiade" di Eschilo, "Un marziano a Roma" di Flaiano. Negli anni 1961/62 è scritturato dalla RAI nella compagnia dei giovani "I nuovi" diretta da Guglielmo Morandi, dove è protagonista di molte commedie classiche e moderne, tra cui "Ma non è una cosa seria" di Pirandello, "Alla ricerca della felicità" di Rozov. Nel 1963 fonda a Roma il I° cabaret con Maurizio Costanzo. Nel 1970 fonda a Roma il Teatro Belli di cui è tuttora direttore artistico.

In teatro ha lavorato tra gli altri con Vittorio Gassmann, Guglielmo Morandi, con il Piccolo teatro di Milano, il Teatro Stabile di Bolzano e il Teatro Stabile del Veneto. Tra le più intense collaborazioni, quella con Roberto Lerici cui appartiene la lunga stagione presso il Teatro Belli di Roma. Tra i lavori più significativi realizzati con la Compagnia del Teatro Belli e portati in tournèe in tutta Italia ed all'estero: "Peer Gynt" di Ibsen, "L'opera dei mendicanti" di John Gay, "Neurotandem" di Silvano Ambrogi, "La cauteraria" (Festival dei Due Mondi a Spoleto), "Cuore di cane" di Bulgakov, "Un marziano a Roma" di Ennio Flaiano. Proprio con Lerici invece "Diario di Giovanni il seduttore", "L'educazione parlamentare", "Antigone", "Pranzo di famiglia", "Memorie di un pazzo" da Gogol, "Il più felice dei tre" di Labiche - traduzione e adattamento di Roberto Lerici, "Una tranquilla dimora di campagna" di Witkiewicz - traduzione e adattamento di Roberto Lerici, "Il boudoir del marchese De Sade", "Il supermaschio" di Alfred Jarry, "L'inferno" di Strindberg, "Chi ruba un piede è fortunato in amore" di Dario Fo, "La mandragola" di Niccolò Machiavelli, "Il bugiardo" di Goldoni e "Cirano" di Rostand - traduzione di Roberto Lerici.

Nel Cinema, ricordiamo tra i film più significativi: 1968 "Sierra maestra" regia di A. Giannarelli, 1974 "La sculacciata" regia di P. Festa Campanile, 1983 "Concilio d'amore" regia di W, Schroeter, 1992 "Zio Vania" regia di Antonio Salines.

Per la televisione è stato protagonista nel 1969 de "I fratelli Karamazov" di Dostoijevskij nel ruolo di Smerdiakov per la regia di S. Bolchi, nel 1975 di "Don Minzoni" regia di L. Castellani, nel 1978 del "Faust" di Marlowe nel ruolo di Mefistofele per la regia di L. Castellani, e nel 1985 di "Tradimento" di A. Giannarelli.

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