"La morte e la fanciulla" dal 5 al 16 febbraio 2014

Una prima nazionale allo Spazio Tertulliano dal 5 al 16 Febbraio 2014 La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman traduzione Alessandra Serra con Umberto Terruso, Greta Zamparini e Martino Palmisano regia Dario Merlini produzione Baroni Rampanti Il testo, scritto nel 1992 da Ariel Dorfman, è ambientato nella seconda metà degli anni settanta, e si sviluppa per i successivi 15 anni, in Sudamerica. Dai temi politici della dittatura, dalle atrocità che venivano commesse, emerge un tema forte: come può un uomo borghese, un medico, una "persona per bene", trovarsi nella condizione di togliersi la maschera del perbenismo e commettere abusi e violenze sulla donna? Qual è la differenza tra vendetta e giustizia? La vittima potrà mai trasformarsi in carnefice? In una casa isolata vivono Paulina Salas e suo marito, capo di una commissione incaricata di indagare sui crimini commessi dalla dittatura da poco caduta. Quando una notte l'uomo rincasa accompagnato da un gentile dottore che l'ha soccorso in seguito a un guasto alla vettura, Paulina crede di riconoscere nella voce dell'ospite quella del carnefice che, anni prima, mentre si trovava agli arresti come prigioniera politica, la torturava e la violentava ascoltando la composizione di Schubert La Morte e La Fanciulla. Note di regia_ "Come giungere alla verità se ci siamo abituati a mentire? Possiamo mantenere vivo il passato senza restarne prigionieri? Possiamo dimenticare il passato senza rischiarne la reiterazione? Come evitare la violenza? Queste sono le domande a cui Ariel Dorfman ha cercato di trovare una risposta con La Morte e la Fanciulla, allargando quindi l'orizzonte del testo oltre i confini geografici e storico - politici del proprio paese, il Cile post dittatura, per farne una riflessione universale e atemporale. Di qui la scelta di un archetipo allegorico, rivisitato innumerevoli volte in ambito artistico, come titolo. Il tema è la violenza, la vittima è una donna: la riflessione è quindi, ancora, tristemente attuale. Le azioni di Paulina Salas, la sua sete di vendetta verso il presunto ex carnefice, possono sembrarci fredde, determinate e persino spietate a volte, potrebbe essere facile cedere alla tentazione di rappresentarla come una giustiziera da film d'azione, eppure mi sembra che il suo lato umano, le sue fragilità e conflitti interiori costituiscano il vero interesse di questo personaggio e la vera sfida sul piano interpretativo.

Dorfman in una postfazione al testo dichiara di essere "Ossessionato dall'immaginare il mondo che emerge quando una donna prende il potere", ma quella che vediamo in realtà è la lotta di una donna per ottenere giustizia, prima ancora che vendetta, il tentativo di riscattarsi dal ruolo di vittima nella speranza di liberarsi dai propri incubi. Paulina è sola in un mondo di uomini per nulla disposti a cedere il proprio potere, non può fidarsi né del misterioso dottore né, in fondo, del comprensivo marito. In ogni momento rischia di perdere il controllo e vedersi negare ciò che vuole sopra ogni cosa: la verità. Un altro aspetto affascinante del testo è la sua metateatralità: Dorfman ci ricorda più volte che l'azione si svolge su un palcoscenico, arriva a spezzare direttamente la quarta parete per coinvolgere il pubblico e costringerlo ad interrogarsi, a parteggiare per l'uno o per l'altro personaggio e, soprattutto, ad immaginarsi nei loro panni. La Morte e la Fanciulla è, infine, un grande gioco d'attori che danno vita a personaggi dilaniati tra il proprio ruolo sociale: moglie, marito, donna, uomo, medico, politico, vittima, carnefice, e i propri istinti e pulsioni represse. Di qui la scelta di non occultare la natura teatrale dell'operazione e costringere pubblico e attori a continui avvicinamenti e prese di distanza dalla storia e dai personaggi."

Dario Merlini "La morte e la fanciulla è un testo che avevo nel cuore da almeno 13 anni. Più volte ho provato a metterlo in scena, ora come attore, ora come regista; ogni volta c'è stato qualche impedimento. Infine, l'incontro con due giovani teatranti maturati all'accademia dei Filodrammatici di Milano: Dario Merlini (uno dei più promettenti giovani registi e drammaturghi della scena milanese) e Umberto Terruso (tra gli attori giovani di più grande carisma del teatro italiano) è stato fatale, per concretizzare il progetto. A questo terzetto (io qui recito e produco lo spettacolo; e provengo dalla Scuola di Rino Silveri e Piero Mazzarella) abbiamo aggiunto l'attrice Greta Zamparini (dalla Scuola del Piccolo, ultima classe scelta dal grande Strehler), intensa e vibrante come il personaggio che interpreta." Martino Palmisano ORARIO SPETTACOLI: da mercoledì a sabato ore 21.00 - domenica ore 16.30 BIGLIETTI: 16 € intero / 10 € over 60, under 26 e convenzioni / Scuole di teatro 7 € Per informazioni e prenotazioni: 0249472369 oppure 3206874363 biglietteria@spaziotertulliano.it info@spaziotertulliano.it www.spaziotertulliano.it Ufficiostampa.tertulliano@gmail.com

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