Re Lear al Sala Fontana dal 26 al 29 novembre 2015

Re Lear

Re Lear o il passaggio delle generazioni
Teatro Sala Fontana

Dopo il successo nell’interpretazione della Santa nel film Premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, Giusi Merli torna al teatro nei panni maschili di King Lear.

Lo scontro fra genitori e figli, l’antinomia fra vecchio e nuovo, un tempo arcaico e indefinito, precedente all’avvento della modernità, sono il fil rouge attorno al quale si compongono i tasselli del vasto universo shakespeariano. In King Lear, fra i tanti temi, l’autore parla di un difficile passaggio di poteri fra le generazioni di una mitica Inghilterra. Qualcosa di simile sembra accadere nella nostra epoca, dove la comunicazione fra padri e figli appare sbilanciata a favore di adulti sempre giovanili e giovani che faticano a imporre la loro funzione sociale non riuscendo a diventare adulti.

Forse la morte ci fa più paura e una briciola di potere lusinga più del dovuto le nostre fragili vite. Mettere in scena Re Lear è come salire su una montagna e gettare un lungo e pietoso sguardo sul mondo, sulle conquiste e sulle cadute degli uomini. Una montagna misteriosa che, se scalata, svela lentamente la grandezza e la piccolezza del genere umano. Le rivalità, la competizione sfrenata, riportano gli uomini e le donne allo stato bestiale, alla violenza, alla guerra sterminatrice. È allora che si rompono i legami di solidarietà fra giovani e vecchi, fra padri e figli, tra fratelli e sorelle; e la vita umana si chiude nell’individualismo cieco, nella solitudine aggressiva, nella sofferenza e nell’insofferenza.

Resta solo spazio per tamburi e rituali di guerra, dove la terra appare devastata e desolata; un deserto che solo una nuova generazione di giovani onesti - e eticamente motivati - può sperare di seminare e fecondare con pazienza, tenacia e nuovo respiro. Alcune suggestioni sono rintracciabili - sia pure sullo sfondo - in un certo cinema di Pasolini (Edipo Re e Medea) e altre nella lezione teatrale di Peter Brook, maestro di essenzialità scenica e leggerezza recitativa.

Produzione - Associazione Mascarà/Teatro Popolare d’Arte in collaborazione con Teatro delle arti (Lastra a Signa/Firenze) e Teatro Comunale di Bucine. Ministero dei Beni Culturali, Regione Toscana.

di William Shakespeare
riduzione del testo e regia Gianfranco Pedullà
con Giusi Merli, Marco Natalucci, Gianfranco Quero e con Roberto Caccavo, Simone Faloppa, Gaia Nanni, Claudia Pinzauti, Enrica Pecchioli, Francesco Rotelli, 
Lorella Serni

INFO

26-29 novembre 2015
giovedì-sabato 20.30, domenica 18.00
prezzi: 18, 14, 9 euro
 

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