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Sabato, 27 Novembre 2021
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Triennale nella Grande Mela, l'american dream finisce con un triste sfratto

Annunciata in pompa magna, mai aperta e infine annullata: è quanto accaduto, secondo il settimanale "L'Espresso", alla sede della Triennale a Manhattan, che ora avrebbe ricevuto un avviso di sfratto per affitto non pagato

Annunciata in pompa magna, mai aperta e infine annullata: è quanto accaduto, secondo il settimanale L'Espresso, alla sede della Triennale a Manhattan che doveva essere inaugurata dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, e che invece ora avrebbe ricevuto un avviso di sfratto in quanto non è stato pagato l'affitto.

CANTIERE FERMO - "Nella 53/a Strada, cuore caldo di Manhattan, esattamente di fronte al Museum of Modern Art, accanto alla 'T' rossa della Triennale per mesi c'é stata la scritta 'opening fall 2010', apriamo in autunno, e invece niente - riporta il settimanale in edicola domani -. Ora c'é una scritta diversa, 'notice of eviction'', la notifica di sfratto del Tribunale civile, perché da mesi non è più stato pagato l'affitto (e non è uno scherzo: 1,8 milioni di dollari l'anno). Il cantiere si è fermato quattro mesi fa, a due terzi dei lavori".

MOSTRA A MILANO - "La mostra "The Expression of Gio Ponti" a cura di Germano Celant - spiega il settimanale - che doveva inaugurare, con una sorridente Letizia Moratti in cerca di glamour transatlantico in vista dell'Expo, questo gioiello italiano nella Big Apple, annunciata prima per maggio 2010, poi settembre, poi novembre, poi primavera 2011, è stata annullata. E trasferita a Milano, dove aprirà il 5 maggio; il che ai newyorkesi, diciamolo, interessa poco".

INVESTITORI SI TIRANO INDIETRO - "L'operazione Manhattan doveva essere, per Milano, a costo zero - ricostruisce L'Espresso -. I 5 milioni di euro di investimento iniziale e gli altri 2,5 l'anno per la gestione erano garantiti dai soci locali e dal ministero dello Sviluppo economico. Invece ci sono stati due incidenti. A Roma il ministro Claudio Scajola, che aveva garantito 2 milioni di euro alla Triennale per l'avvio delle attività internazionali, si è dimesso dopo lo scandalo della sua casa pagata dall'imprenditore Diego Anemone" mentre "a New York di partner ne è rimasto uno solo, Roberto Manzoni della Art Living; si sono sfilati i fratelli Falconi di Ibs Securities e il finanziere Rocco Zullino della Hottinger et Associés di Lugano".

LE "MIRE" DELLA OLIVARES - Letizia Moratti, a detta del settimanale, sarebbe stata indotta a far bloccare tutto anche dai sussurri dell'amica Federica Olivares, editore che a Manhattan è di casa e ha lavorato con grandi istituzioni come il Moma, il Guggenheim, il Lincoln Center. "La Olivares, ex consigliera Rai, ex vispa figura della lobby socialista - conclude L'Espresso - aspira a diventare il nuovo assessore alla Cultura di Milano con Letizia rieletta".

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