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Ville Aperte, reading alla Fondazione Rossini

Nell’ambito della manifestazione “Ville Aperte”, domenica 25 settembre alle ore 17.30 gli spazi della FONDAZIONE ROSSINI DI BRIOSCO (Via Col del Frejus 3) si tingono di letteratura e musica, grazie al reading di Marco Agustoni (sognatore suburbano)

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Nell’ambito della manifestazione “Ville Aperte”, domenica 25 settembre alle ore 17.30 gli spazi della FONDAZIONE ROSSINI DI BRIOSCO (Via Col del Frejus 3) si tingono di letteratura e musica, grazie al reading di Marco Agustoni (sognatore suburbano) che presenta “Come un dinosauro in un bicchiere d’acqua” (Liux Edizioni), accompagnato dal trasognato indie-folk da cameretta dei Pocket Chestnut, che dopo “Bedroom Rock’n’Roll” sono prossimi a proporre il loro nuovo disco. Nella verde, verdissima Brianza esiste un posto speciale che pochi di voi conoscono.

Una collinetta che non fosse per l’arte sarebbe come tante altre, dannatamente bucolica e dolce come un sonnellino di settembre.  E invece… proprio qui mastodontiche sculture di arte contemporanea vi si imprimeranno negli occhi, assorbendo la vostra frenesia cittadina e rilasciando meraviglia, stupore e un piacevole senso di abbandono alla quiete della campagna.

La FONDAZIONE ROSSINI ha il suo punto di forza nel parco di sculture, che si configura come una raccolta di opere d’arte del secondo novecento, allestita open air tra le colline della Brianza e creata dal collezionista e imprenditore Alberto Rossini. Partendo dalle ricerche degli anni sessanta e settanta, rappresentate da artisti come Rambelli, Minguzzi, Negri, Milani, Mirko, fino ad alcuni capolavori di Pomodoro, Melotti e Turcato, la collezione si sviluppa attraverso opere appositamente create per Rossini da Cascella, Consagra e César, per giungere al lavoro di artisti di una generazione più giovane, spesso realizzati su diretta committenza del collezionista, come nel caso di Stähler, Dietman e Ievolella. 

I POCKET CHESTNUT suonano indie-folk e fanno rock'n'roll da cameretta, meglio se cameretta da giovane nerd che, sdraiato sul letto sotto il poster degli Eels, legge "Alta fedeltà" e si interroga sull'amore e le relative pene, ma senza piagnistei, con scanzonata malinconia. Fra un saggio di perfetto neo-folk alla Bright Eyes e un omaggio ai classici del genere, fra una chitarra slide, una sbanjata country-western e qualche momento più rock alla Sparklehorse. Sono stati recentemente avvistati in provincia di Sondrio, intenti a registrare nuove canzoni “frizzantine” per quello che sarà un prossimo disco in arrivo. Potreste quindi avere il disonore di sentire dal vivo qualche piccola anteprima! 

 

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