Venerdì, 30 Luglio 2021
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XII congresso urop: urologi a lezione di improvvisazione teatrale per imparare a parlare di sessualitá ai pazienti

In programma oggi alle 17:00 l’inedito incontro interattivo “Sesso e Parole”, condotto dalla Dottoressa Raffaella Balestrieri e dalla Dottoressa Gaia Polloni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Le parole per dirlo? Trovarle, in alcuni casi, può essere difficile persino per quei medici abituati a confrontarsi in modo disinvolto con la sessualità. Accade, soprattutto, se si hanno di fronte pazienti particolarmente esitanti nell'affrontare temi che, sia pure a torto, vengono ancora considerati come un tabù. "Soffro d'ipertrofia prostatica benigna e non riesco più a vivere l'intimità con mia moglie"; "Riuscirò a riavere una vita sessuale dopo un intervento di tumore alla prostata?"; "Come posso dire alla mia compagna che devo subire un intervento di resezione della prostata e che cosa ne sarà di noi, dopo?". Sono tutte domande a cui rispondere non è semplice: perfino se si è navigati specialisti. Il rischio è quello di eccedere con il tatto di fronte alla ritrosia del paziente e di parlargli della sua patologia soprattutto da un punto di vista clinico. Ecco la ragione per cui oggi, nel corso del XII Congresso Nazionale UROP (Urologi Ospedalità Gestione Privata) che si sta svolgendo presso l'Università Statale di Milano, si terrà un insolito corso, dall'eloquente titolo "Sesso e parole", tenuto dalla Dottoressa Raffaella Balestrieri, psicologa, sessuologa e docente presso l'Università degli Studi di Milano e dalla Dottoressa Gaia Polloni, psicologa, psicoterapeuta e sessuologia. Il corso in programma al Congresso, presieduto quest'anno dai Professori Luca Carmignani e Ottavio De Cobelli (rispettivamente Responsabile U.O di Urologia presso l'IRCCS Policlinico San Donato e Direttore della Divisione Universitaria di Urologia presso l'Istituto Europeo di Oncologia) prenderà le mosse da quanto già si sta facendo per migliorare il dialogo medico - paziente e da come sia possibile fare ancora di più. Si passerà quindi a sessioni di role playing, che coinvolgeranno anche un'attrice e psicoterapeuta formata su questo tipo di simulazioni in ambito medico. In questo contesto le spetterà il duplice compito di interpretare il ruolo dei pazienti affiancando a questi momenti confronti formativi con gli specialisti coinvolti. Durante i "role play" gli urologi saranno coinvolti in prima persona nella messinscena del colloquio con il paziente: <>, commenta la Dottoressa Balestrieri. <>. La tecnica del "role playing", soprattutto se condotta, come in questo caso, con attori adeguatamente formati, è ampiamente utilizzata come strumento didattico e formativo nell'ambito della comunicazione grazie alla sua particolare efficacia e alla capacità di fare interiorizzare approcci e comportamenti ben più di quanto qualunque manuale possa fare. Gli urologi che si misureranno con questo inedito corso spianeranno la strada a un futuro in cui alla cura della patologia si affiancherà sempre più, come del resto in altri ambiti medici, quella della persona nella sua globalità: con un approccio che sarà sempre personalizzato al massimo, e con un serio lavoro di consapevole autocritica, che permetterà di instaurare un rapporto di massima fiducia con le persone assistite.

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