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Misure antismog, Legambiente: "Per aria malata di Milano servono azioni drastiche"

"Necessario il blocco definitivo dei diesel euro4 e misure più efficaci contro le emissioni degli allevamenti intensivi", scrive l'associazione ambientalista

Dopo cinque giorni di inquinamento alle stelle a Milano come sempre sono scattate le misure di emergenza per il contenimento dello smog. Ma per Legambiente non è affatto sufficiente. "Basta agire temporaneamente - è il commento dell'associazione -, necessario il blocco definitivo dei diesel euro4 e misure più efficaci contro le emissioni degli allevamenti intensivi.

"Ci risiamo – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – come spesso è accaduto, il cambiamento delle condizioni meteorologiche, con il fenomeno dell’alta pressione che stazionerà sulla nostra regione per i prossimi giorni, unito al maggior uso dei mezzi privati per gli spostamenti a causa della pandemia, stanno facendo risalire le polveri sottili in gran parte della nostra Regione". Il bollettino dello smog a Milano è pessimo e durante lo scorso fine settimana le centraline dell’Arpa hanno registrato livelli di polveri sottili fuori dai limiti consentiti. L'aria, fa notare l'associazione ambientalista, è ormai malata a Milano e e in gran parte della Lombardia.

"D’altro canto - continua Meggetto - era chiaro che con l’emergenza sanitaria doveva essere assunto un maggior impegno nella lotta all’inquinamento, programmando meglio e diversamente gli spostamenti. Al meteo non si comanda, per questo torniamo a ribadire la necessità di agire preventivamente sulla riduzione delle emissioni, per esempio con il blocco totale dei diesel euro4 e il divieto di spandimento liquami zootecnici in inverno".

Già molte volte in passato Legambiente, così come altre associazione ambientaliste, aveva messo in luce il legame tra lo smog e le polveri sottili che rendono l'aria della Lombardia quasi irrespirabile e gli allevamenti intensivi di animali presenti in Regione. L'appello era e continua a essere quello di intervenire subito per agire contro questo tipo di emissioni, in modo da evitare anche le sanzioni che potrebbero colpire l'Italia per violazione della normativa europea contro l'inquinamento. La Regione, tuttavia, invece di imporre maggiori restrizioni agli allevamenti, nei mesi scorsi ridotto alcuni divieti.

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