Venerdì, 24 Settembre 2021
Green

Il depuratore che trasforma in energia elettrica grassi di scarto della mensa

Succede nel depuratore di Robecco sul Naviglio: trasformerà i grassi di scarto di Milano Ristorazione in energia elettrica e termica

Non più rifiuti da smaltire ma risorse energetiche da trattare, sfruttare e utilizzare (in ottica green). È quello che succede con i grassi di scarto del centro produzione pasti di via Sammartini di Milano Ristorazione: il Gruppo Cap li trasforma in energia elettrica (e termica) nel depuratore di Robecco sul Naviglio; energia utile per alimentare i processi e le attività dell’impianto.

Ogni mese, dal centro di cottura di Milano in via Sammartini, vengono prelevate circa 10 tonnellate di grassi di scarto, in forma liquida, provenienti dalla preparazione dei pasti. Una volta arrivati al depuratore di Robecco sul Naviglio, gli scarti diventano biogas attraverso il processo di fermentazione tipico dei biodigestori anaerobici, che negli impianti di depuratori servono per trasformare i fanghi di depurazione in energia.

Il progetto è stato validato dal Politecnico di Milano che, su incarico di CAP, ha testato in fase preliminare la tipologia di grassi utilizzati certificandone il loro grado di biodegradabilità e quindi l’idoneità a essere trattati nei biodigestori. Per chiudere il cerchio, semestralmente la water utility provvederà a fornire una Carbon Footprint delle attività e dei processi, stimando l’energia prodotta e la CO2 risparmiata, al fine di identificare i benefici dell’operazione in termini di circular economy.

Per il momento si tratta di un progetto pilota (della durata di due anni) ma in futuro potrebbe diventare qualcosa di più. L’idea, infatti, è quella di incrementare le quantità, o ancora di integrare ulteriori tipologie di rifiuti provenienti dai diversi centri produzione pasti di Milano Ristorazione. Non solo, il modello potrebbe essere anche "scalabile" ed essere replicato in altri impianti della città metropolitana. L'obiettivo di del gruppo Cap è quello di trasformare i depuratori in "piattaforme integrate per l'economia circolare", per questo anche a San Giuliano Milanese, Sesto San Giovanni, Bareggio, Canegrate, Rozzano e Pero sono state avviate attività di produzione a regime di biogas e biometano a basso impatto ambientale che impiegano rifiuti organici, provenienti dall’industria agro-alimentare dell’hinterland. 

La genesi risiede nel Protocollo di Intesa sottoscritto a fine 2019 dalla Città metropolitana di Milano, ente autorizzativo degli impianti, e Gruppo Cap che, secondo uno studio effettuato da Kyoto Club, utilizzando i biodigestori anaerobici già presenti nei depuratori, può convertire in energia pulita 107 tonnellate di scarti organici, arrivando ad alimentare fino a 39mila tra veicoli, mezzi aziendali e trasporti pubblici: 2,5 volte il numero di auto circolanti alimentate a metano nella Città metropolitana di Milano.

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