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Inquinamento a Milano, il consiglio comunale: «A2A diventi decarbonizzata»

Approvato un ordine del giorno che chiede di percorrere «in modo irreversibile» la strada della "carbon neutrality". Fondi dall'Europa per la sostenibilità ambientale delle attività economiche

A2A è ancora troppo "dipendente" dai combustibili fossili, rispetto alla media nazionale. La decarbonizzazione è un processo in atto anche nella multiutility che un tempo si chiamava Aem (e che ancora molti milanesi chiamano così), ma occorre spingere maggiormente verso questa direzione, rendendola irreversibile.

E' quanto chiede un ordine del giorno presentato in consiglio comunale da Enrico Fedrighini (Verdi-Sinistra x Milano), Laura Specchio (Alleanza Civica Milano) e Filippo Barberis (capogruppo del Pd) e approvato nel pomeriggio di lunedì 11 gennaio con i voti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un documento collegato a emendamenti già inseriti nel Piano Aria Clima (pubblicato in albo pretorio all'inizio di gennaio) per «puntare irreversibilmente sul mercato delle fonti rinnovabili» e raggiungere così gli obiettivi fissati dal Piano (diminuire le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030, per poi diventare città "senza carbone" nel 2050).

Nell'ordine del giorno si legge tra l'altro che il Comune di Milano, come azionista di riferimento di A2A, «deve indicare una chiara e vincolante strategia di sviluppo di A2A Energia, finalizzata a trasformarla in una utility "carbon neutral" nei tempi necessari a raggiungere gli obiettivi fissati nel Piano Aria Clima al 2030». 

Come sempre o quasi, uno dei temi è trovare le risorse necessarie, soprattutto quando si tratta di un cambio di rotta importante e non di piccoli "aggiustamenti". Un aiuto potrebbe arrivare dall'Europa: «Sono in arrivo - argomenta Fedrighini - ingenti investimenti europei per rilanciare l’economia post-Covid in chiave di sostenibilità ambientale, a partire dalle aree maggiormente colpite dall’inquinamento ambientale: Milano e il territorio lombardo. Un’opportunità da non perdere».

Intanto, da martedì 12 gennaio i cittadini possono presentare le proprie osservazioni al Piano Aria Clima. Successivamente il documento dovrà essere nuovamente inviato al consiglio che potrà così approvarlo in forma definitiva.

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