Giardino delle meraviglie, a Corvetto nasce un orto per la didattica e per la cittadinanza

L'area di via Fabio Massimo era abbandonata da oltre dieci anni, diventando una discarica

Il Giardino

Un orto per attività didattiche volte alla tutela dell'ambiente e uno spazio polivalente all'aperto pensato per la cittadinanza, sorgono dall'area verde abbandonata di via Fabio Massimo, a Corvetto, Milano. Nel lungo periodo di lockdown, che a partire dal 23 febbraio ha portato alla chiusura del Centro internazionale di quartiere, con oltre 60 iniziative culturali e sociali annullate, in cascina hanno vissuto otto persone, che hanno lavorato alla riqualificazione dell'area verde adiacente, dando vita a due nuovi spazi polifunzionali all'aperto: un'area giardino pensata per momenti di condivisione del tempo libero, con spettacoli, pranzi e cene, proiezioni di film, presentazioni di libri e attività culturali di vario genere, e un orto didattico per attività laboratoriali, sviluppo del programma dell'agenda 2030, sensibilizzazione sui temi dell'ambiente e dell'alimentazione e incontro tra alimenti, culture e abitudini dei diversi Paesi del mondo.

Alcune delle attività svolte sono parte del progetto OpenAgri, azione italiana dell'iniziativa europea UIA - Urban Innovative Actions. 

Il Giardino delle meraviglie

L'area abbandonata di via Fabio Massimo, che per oltre dieci anni era diventata una discarica, si chiama Il Giardino delle Meraviglie, ed è un nuovo luogo di accoglienza per il dopo Covid 19, pensato per la cittadinanza, con un'attenzione particolare agli abitanti del quartiere Corvetto.  Alla riapertura del C.I.Q. si prevede un momento di inaugurazione ufficiale dello spazio. 

Questo progetto è stato per la squadra una terapia collettiva e uno strumento per incanalare energie positive in un pensiero costantemente rivolto al futuro. Nonostante le difficoltà economiche e logistiche determinate dalla situazione emergenziale, la squadra si è organizzata, ha lavorato volontariamente e realizzato il giardino grazie al recupero, al riciclo e al riuso creativo totale di tutti i materiali in stato di abbandono: sono state recuperate, ridistribuite, sanate e valorizzate anche le piante che erano cresciute in questi anni. Alcuni abitanti del quartiere, amici e sostenitori del C.I.Q. hanno donato semi e piante per arricchire il giardino e lo staff ha acquistato e piantato alberi da frutto e piante rigenerative del terreno, nell'area adibita a orto.

Sono state installate e valorizzate le sculture di Moussa Traore, artista senegalese di fama internazionale, la piroga bar, sullo sfondo della gigantografia di una spiaggia del Senegal, che era parte di un'installazione del fuorisalone alla Fabbrica del Vapore, e l'opera d’arte car-rapide. Ad arredare il giardino e ospitare il pubblico saranno infine le opere progettate da Paolo Lodigiani, un architetto e imprenditore milanese amante del Senegal. Queste serie di design sono state infatti donate al C.I.Q. dall'architetto come strumento di autofinanziamento del progetto, saranno esposte e potranno essere acquistate per sostenere la cascina e le sue iniziative.

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Durante il periodo di quarantena sono successe altre cose importanti per il progetto del Centro Internazionale di Quartiere: la cascina ha continuato a ospitare due Alveari, tutti i martedì e i venerdì, punti di acquisto di prodotti freschi a km 0 forniti da produttori locali. Il C.I.Q. ha collaborato all'iniziativa "Spesa Amica" di Dare.ngo, insieme a Africa1, per l'acquisto, lo smistamento e la distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie vulnerabili, colpite dall'emergenza Covid-19.  Gli spazi della cascina sono stati inoltre aperti ad attività di doposcuola: i volontari di Dare.ngo hanno supportato le famiglie nello svolgimento dell'attività didattica dei bambini a casa da scuola, un modo per alleggerire e rendere meno difficoltosa un'attività spesso problematica per genitori e bambini. 
 

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