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Il risultato di una azione di Recup (foto Fb)

Il risultato di una azione di Recup (foto Fb)

Combattere lo spreco e salvare il cibo nei mercati settimanali: ecco Recup

L'idea di una ragazza è ora una rete di volontari che, ogni settimana, raccoglie cibo avanzato alla fine dei mercati scoperti

L'appuntamento è in quattro mercati di Milano, ogni settimana. L'obiettivo è quello di recuperare ("salvare") quanto più cibo possibile per poi redistribuirlo a chi ne ha bisogno. L'idea, molto semplice, è venuta a Rebecca Zaccarini ormai quasi due anni fa. Si chiama "Recup" e la sua realizzazione concreta, nella città dell'Expo sulla nutrizione (ce ne siamo dimenticati?), è - anche - su base volontaria: nel senso che chiunque può aderire, partecipare, recarsi in loco e aiutare a recuperare. O, perché no?, proporre nuovi mercati scoperti in cui riprodurre la stessa esperienza.

Esperienza che, oltre al pregio di evitare inutili sprechi alimentari, ha anche il valore della ricostruzione dell'incontro sociale tipico del mercato di strada. Il mercato, come l'agorà, è infatti anche il luogo in cui si costruiscono legami con le persone che vivono nello stesso quartiere. Quale modo migliore di farlo che instaurando una collaborazione (un lavorare insieme e per uno scopo comune) che abbia anche un positivo impatto sulla città?

"Al mercato di piazzale Martini ieri sono stati salvati 120 kg di frutta, verdura e pane! Un gentile signore, proprietario di una panetteria nei pressi del mercato, ci ha donato 10 kg di pane avanzato. Tutti i mercoledì, d'ora in poi, distribuiremo anche il pane!". E' solo l'ultimo post su Facebook nella pagina Recup, e spiega meglio di ogni altra parola il senso, l'obiettivo e il metodo di questa iniziativa dal basso, che guarda allo stesso tempo sia allo spreco di cibo sia all'emergenza di chi non sa di che nutrirsi. Senza iperboli, senza moralismi, senza filosofia.

Recup è nata dall'osservazione che, a fine mercato, nelle cassette lasciate per terra avanzava frutta e verdura; e c'erano persone che si avvicinavano alle cassette per raccogliere le rimanenze e portarsele a casa. Dunque, perché non "istituzionalizzare" il meccanismo? Detto fatto, con meticolosità e costanza, i volontari di Recup si trovano ogni lunedì in via Cambini (alle 14), ogni mercoledì in piazzale Martini (alle 14), ogni venerdì in via Termopili (alle 14) e ogni sabato in Sant'Agostino-Papiniano (alle 16). E poi, con cadenze non fisse, anche in altri mercati.

Il recupero dura circa un'ora e mezza e sono necessari da due a otto volontari. Le associazioni di quartiere aiutano Recup in molti modi. Ma dove va a finire il cibo che viene "salvato"? Per esempio da Papiniano ai senzatetto, dalla zona di via Padova all'hub dei migranti di via Sammartini. "Fucine Vulcano" (la ciclofficina di viale Molise) a volte interviene con speciali bici-carretto. Mancano, al momento, all'appello i consigli di Municipio. Che potrebbero fare molto per aiutare queste iniziative, visto che hanno un rapporto diretto sia coi mercati sia con associazioni di volontariato o comitati di quartiere. Mentre la stampa, anche internazionale, inizia ad accorgersi di questa piccola grande eccellenza milanese: recentemente ne ha parlato anche il Guardian.

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