"Trattare i rifiuti in via pace? I comuni fanno cassa svendendo pezzi territorio, senza curarsi delle possibili conseguenze"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Presto in Via Pace sorgerà una nuova attività di trattamento di Rifiuti. L'attività, della società Galli S.r.l., si insedierà formalmente sul territorio di Senago ma nel concreto sarà sita a circa 300m dall'abitato residenziale di Cassina Nuova. La scelta di quest'area in passato aveva avuto parere negativo da parte della Provincia di Milano, dal momento che essa ricade in una zona di grande valore paesaggistico: il parco delle Groane, individuato come corridoio ecologico ed elemento primario della Rete Ecologica Regionale.

Una decisione in merito alla quale anche la precedente amministrazione Lorusso, si espresse in maniera negativa, cercando in ogni modo di evitare l'insediamento di questa attività, compreso un ricorso al Presidente della Repubblica divenuto poi ricorso al TAR.

Al contrario l'amministrazione Vassallo nell'aprile di quest'anno ha deciso, in totale autonomia, che l'interesse pubblico sull'area era mutato, concludendo un accordo con la proprietà e ritirando il ricorso al TAR (unico freno all'avvio dell'attività stessa). Quali ragioni dietro un simile cambio di prospettive? 40 mila euro per asfaltare Via Kennedy e lo spostamento in questa area di 2 attività di rottamazione presenti sul territorio. Inoltre il comune di Senago riceverà in cambio di questa "operazione urbanistica" una compensazione ambientale di 6.800 metri quadri di terreno per farne un bosco urbano, peccato però che tale terreno si trovi ad una distanza di 2,4km dal sito in Bollate.

Le scelte dell'amministrazione non trovano però d'accordo i cittadini, i quali saranno costretti a viverne gli effetti sulla loro quotidianità. L'avvio della nuova attività dinciderà notevolmente su due aspetti: il primo legato alle ricadute ambientali, il secondo legato al traffico. "Vogliamo parlare dei possibili odori ed esalazioni che posso provenire da un'attività del genere situata a soli 300m dalle case?" denunciano gli attivisti del Movimento Cinque Stelle. "Questi sono gli effetti dello sblocca Italia e di una politica incapace di mettere un freno al consumo di suolo" aggiunge Massimo De Rosa, deputato del Movimento Cinque Stelle impegnato nella tutela del territorio e nella battaglia contro la speculazione edilizia: "I comuni fanno cassa svendendo pezzi territorio, senza curarsi delle possibili conseguenze su ambiente e cittadini".

I possibili disagi riguarderanno anche la viabilità. Secondo uno studio regionale, la nuova attività, porterà ad un afflusso aggiuntivo di traffico nella zona di via Kennedy, viale Lombardia, via Pace, di circa 200 automezzi al giorno, di cui 180 pesanti. "Una tratta la cui percorrenza è già attualmente esasperata del traffico proveniente alla deviazione obbligatoria imputabile alla ZTL" ricorda il consigliere comunale Massimiliano Mantovani: "Ancora una volta questa amministrazione dimostra di non avere nessuna visione futura della nostra Città, sta svendendo ogni fazzoletto verde di territorio per fare cassa e "tappare qualche buco" nelle strade". Non è questa la direzione che vogliamo si prenda per il futuro di Bollate".

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