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La paura del covid fa aumentare l'uso dell'auto privata: ecco perché Milano riattiva Area B e Area C

Indice di congestione del traffico molto più alto che nel 2019. Resta l'accordo sulla differenziazione degli orari della città

Appare inevitabile il ritorno a pieno regime delle restrizioni alla circolazione dei mezzi privati con Area B e Area C a Milano a partire da mercoledì 9 giugno, subito dopo la conclusione dell'anno scolastico. I dati del traffico privato, da quando la Lombardia è tornata in zona gialla, sono in progressivo e costante aumento. I milanesi e i pendolari preferiscono mostrano ormai chiaramente una preferenza per l'auto privata rispetto ai mezzi di trasporto pubblico, evidentemente ritenendola più sicura dal punto di vista sanitario e dei contagi da covid. Di qui le necessarie contromisure, perché la congestione del traffico è fonte diretta di smog e inquinamento.

Secondo i dati forniti dal Comune di Milano, infatti, rispetto al 2019 l'indice di congestione è superiore del 47% mentre gli ingressi in Area C monitorati dalle telecamere (la congestion charge è già attiva dalle 10 del mattino) sono superiori del 37%. Palazzo Marino ha fatto sapere di avere rimandato la riaccensione delle telecamere di Area B e il ripristino di Area C agli orari abituali a dopo la fine dell'anno scolastico in modo da non creare grosse ripercussioni sull'uso dei mezzi di trasporto pubblico. 

Senza studenti, diminuiranno i passeggeri in metrò, bus e tram nelle ore più critiche della mattinata. Ma, ricorda il Comune, è ancora in vigore l'accordo sugli orari della città siglato da varie categorie imprenditoriali e commerciali nonché dai sindacati maggiori. Un accordo grazie al quale l'inizio di alcune attività viene "spostato in avanti" per evitare un'eccessiva concentrazione di passeggeri tra le 8 e le 9. Per Marco Granelli, assessore alla mobilità, «spostarsi, quando possibile, con mezzi alternativi alle auto, con la bici, con i mezzi in sharing o in orari non di punta, è una scelta che aiuta la collettività e consente a chi non ha alternative al mezzo privato, alle merci e ai servizi di spostarsi meglio con molti benefici per tutti anche per la qualità dell'aria».

Una ricerca promossa dalla Bicocca, dall'Università di Torino e dall'Università dell'Insubria ed estesa a tutta Italia, ha evidenziato che nelle macroregioni del Nord, le più colpite dalla pandemia covid, è nettamente scesa la preferenza per il trasporto pubblico che, nel 2019, si attestatva sul 68,5% nel Nord-Ovest e, ora, non va oltre il 13% in caso di rischio sanitario elevato. La conseguenza è un "ritorno dell'automobile", il cui utilizzo potrebbe aumentare tra il 3 e il 10% in tutte le Regioni del Nord.

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