Lo studio del Politecnico: il 13% degli automobilisti sarebbe subito pronto per l'auto elettrica

Lo studio ha analizzato le abitudini di guida di 100 milioni di veicoli: la metà non percorre mai più di 300 km. E il 13% del totale potrebbe avere un punto di ricarica domestico

Foto di andreas160578 da Pixabay

A più di un automobilista su dieci converrebbe convertirsi all'auto elettrica. E' il risultato di una indagine del laboratorio Move del Politecnico di Milano, basata su oltre cento milioni di viaggi di veicoli privati, monitorati per dodici mesi. Ad una condizione, però: quella di avere la disponibilità di un punto di ricarica domestico. 

Secondo lo studio, la metà dei veicoli privati in un anno non effettua mai viaggi in giornata superiori all'autonomia di una batteria per automobili, stimata in circa 300 chilometri effettivi. Significa che questi automobilisti, se passassero all'auto elettrica, non dovrebbero in alcun modo cambiare le loro abitudini né subire una limitazione nell'uso dell'automobile.

A questo punto i ricercatori hanno analizzato più in dettaglio questa metà del parco auto, quella che "funzionalmente" sarebbe pronta al passaggio all'elettrico senza incidere sulle abitudini di viaggio, valutando anche i costi d'acquisto, dell'energia, del bollo, dell'assicurazione, la svalutazione pluriennale e altri indicatori economici, confrontandoli con un'auto equivalente a benzina. L'analisi economica ha ridotto al 20% le auto che potrebbero essere subito sostituite con una vettura elettrica, considerando un pareggio di costi in otto anni con gli incentivi attuali.

Mancava un ultimo passaggio: una valutazione geografica per quantificare la probabilità di contare effettivamente su un punto di ricarica domestico, privato o condominiale. Con questo vincolo ulteriore, la percentuale di auto "subito pronte" per essere sostituite con una elettrica è scesa al 13%, poco più di una su dieci.

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Si tratta, per tirare le somme, di automobilisti che, stando alle loro abitudini di guida, non percorrono mai tratti di strada superiori ai 300 chilometri e hanno o potrebbero avere a disposizione il punto di ricarica domestico. Costoro potrebbero passare all'elettrico senza bisogno di incrementare la rete pubblica di ricariche, sia nelle città sia nei tratti extraurbani. Se poi il passaggio venisse fatto, almeno in parte, con sistemi di condivisione delle auto, il raggiungimento del "break even", cioè del pareggio dei costi, sarebbe ancora più rapido e questo potrebbe portare anche a ridurre gli incentivi o a non introdurne di ulteriori. Con un risparmio per lo Stato.

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