Mobilità, Fiab attacca Trenord: "La politica sul servizio treno e bici è stata inappropriata"

Federazione Italiana Ambiente Bicicletta ha chiesto un confronto con Trenord e la Regione

Repertorio

"La politica di Trenord sul servizio treno+bici in questi mesi è stata un sommarsi di scelte inappropriate, comunicazioni imprecise o ambigue, tentativi maldestri di riparare al danno e - più importante di tutto - la risultante di decenni di scelte strategiche che non hanno mai posto tale servizio tra i punti di riferimento per il proprio sviluppo. Ora, dopo avere ricevuto una valanga di pareri contrari dagli amministratori locali, dalle associazioni degli albergatori, dalle aziende di promozione turistica nonché dalle associazioni dei ciclisti, Trenord ha reso pubblico un elenco del tutto insufficiente di treni "permessi" al servizio treno+bici".

A lanciare l'attacco contro l'azienda dei treni lombarda è Fiab, Federazione Italiana Ambiente Bicicletta. Fiab denuncia il fatto che, nonostante Trenord dichiari di aver riammesso il servizio su 700 corse, i treni regionali da e per il capoluogo milanese non sono in elenco al 95%, con moltissime direttrici su cui in tutta la giornata non vi è alcuna corsa disponibile. Ad esempio: nessuna possibilità sulla Milano-Varese S5 o sulla Milano Novara S6. Questa non è certo la soluzione: né nell'immediato, né nel lungo periodo.

"Nell'immediato - scrive Fiab - occorre fare una valutazione seria, partendo dal presupposto che in generale il servizio treno+bici è ammesso, salvo escluderne specifiche corse dove il numero di viaggiatori è molto elevato e il divieto si giustifica. In tal modo si individueranno razionalmente molte corse con treno+bici su tutte le direttrici, specie nel fine settimana. Purtroppo, finora è stato fatto l'esatto contrario".

Guardando al futuro, per Fiab i punti cruciali sono:

  • Più spazi per le bici sui treni, senza toglierli ai viaggiatori - Ai convogli che lo permettono tecnicamente, e con forte richiesta sia di viaggiatori che di ciclisti, va valutata l'aggiunta di una carrozza dedicata specificamente ai ciclisti e alle loro biciclette. Sui materiali esistenti a cui non può essere aggiunta una carrozza dedicata, vanno incrementati gli spazi polifunzionali con sedili a pianale rialzabile, come quelli già esistenti.
  • Un sistema efficiente e snello di prenotazione per i gruppi - È ragionevole e opportuno rilanciare un sistema di prenotazione per i gruppi numerosi, specialmente per le attività di cicloturismo. Ma le procedure siano snelle e gestibili online anche per l'acquirente, senza doversi recare fisicamente presso le stazioni per l'acquisto e senza dover attendere risposte personalizzate e ipotetiche a richieste mail da redigere ad hoc.
  • Un forte impulso alla diffusione delle infrastrutture di stazione - Mentre il cicloturista viaggia quasi sempre su treni a frequentazione non di punta, per il pendolarismo, la soluzione bici+treno può diventare un problema nelle fasce di orario di punta in ingresso e in uscita da Milano e altre città. Va incoraggiata l'intermodalità in cui le bici vengono lasciate presso le stazioni senza portarle con sè: questo richiede posteggi sicuri da furti, intemperie, vandalismi. La competenza diretta è di Rfi, ma è necessaria una partnership con Trenord e con le amministrazioni locali. In particolare, le grandi stazioni milanesi sono praticamente all'anno zero da questo punto di vista.
  • Una normativa chiara, personale viaggiante (e non) informato e coerente - Qualsiasi regola al servizio treno+bici deve comunicata in modo univoco, tempestivo e coerente tra i diversi canali e media. Il personale viaggiante deve poter lavorare con la massima serenità, pienamente informato e messo in grado di assumere comportamenti in linea con le indicazioni, mantenendo la discrezionalità e mostrando disponibilità e cortesia ai viaggiatori che si comportano nello stesso modo. Gli annunci nelle stazioni devono includere indicazioni sul posizionamento delle carrozze con spazi utilizzabili per il trasporto biciclette.

"Su questi punti Fiab - spiega la nota - ha chiesto un immediato confronto con Trenord e con Regione Lombardia: appuntamento ai primi di settembre, dopo un'estate da dimenticare per la mobilità sostenibile su ferro in Lombardia".

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