Milano, funziona davvero il voucher taxi? «Poche corse e troppo difficile chiederlo»

Secondo i tassisti milanesi, il provvedimento è stato poco pubblicizzato

Taxi (foto Ansa/Mourad Balti Touati)

Aumenta la platea di chi può usufruire del voucher taxi, in fase di rilancio da parte del Comune di Milano, ma non è tutt'oro quello che luccica, a sentire i tassisti e anche gli utenti. Partito il 18 agosto e presentato come un provvedimento in grado di alleviare la sofferenza economica della categoria, il meccanismo dei voucher si presta a letture differenti, ed è stato criticato soprattutto per la macchinosità con cui va fatta (online) la richiesta. 

Secondo quanto reso noto da Palazzo Marino lunedì 23 novembre, finora sono stati erogati e utilizzati voucher per un valore di 106 mila euro: a conti fatti, poiché ciascuno valeva, fino ad ora, 10 euro, si tratta di oltre 10 mila voucher. «Ma io, dal 18 agosto, ho effettuato una sola corsa con voucher», dichiara a MilanoToday il tassista Simone Fumagalli: «E i miei colleghi sono più o meno nella stessa situazione, forse i più 'fortunati' ne hanno effettuate tre o quattro». Effettivamente, consderando che a Milano lavorano quasi 5 mila tassisti, parliamo di una media di due voucher per ogni tassista. E, considerando l'intero ammontare stanziato di 700 mila euro, se venisse tutto utilizzato porterebbe, in media, poco più di 120 euro nelle tasche di ogni tassista.

«Il provvedimento era stato promosso come un aiuto alla categoria, che è in grave sofferenza», prosegue Fumagalli: «Ma così è fallimentare». I tassisti, come è noto, hanno subìto un grande contraccolpo per i lockdown dovuti alla pandemia Covid, vedendo scendere del 90% e oltre il loro lavoro. Anche con la riapertura estiva mancavano i principali clienti tradizionali, ovvero i congressisti, i visitatori delle fiere e i turisti. Con l'istituzione della "zona rossa" in Lombardia, le corse sono nuovamente crollate.

Procedura complicata per chiedere il voucher

L'altro freno riguardava la procedura per richiede il voucher, che obbligava a una ventina di passaggi sul computer oltre allo Spid, l'identità digitale sempre più richiesta dalle pubbliche amministrazioni. Se si pensa che i voucher taxi sono destinati principalmente a categorie deboli (anziani, disabili e persone in carico ai servizi sociali), si comprende come la macchinsità della procedura possa rappresentare un ostacolo insormontabile. Ma ora Marco Granelli, assessore alla mobilità, assicura che la procedura è stata semplificata.

Le novità introdotte dovrebbero spingere a chiedere e usare i voucher più di quanto visto finora. Possono infatti utilizzarlo gli anziani over 65 (non più over 70), i disabili dal 65% in su (non più per forza al 100%), le donne dalle 18 in poi (non più dalle 21), i soggetti fragili "certificati" dai servizi sociali, gli operatori sociosanitari ed ora anche i minori accompagnati dai genitori. D'ora in poi, per gli anziani e i disabili con particolare situazione di fragilità il voucher coprirà l'intero ammontare della corsa, mentre per gli altri varrà 10 euro come finora. 

«Granelli vende come un successo un bando comunale che fino ad oggi ha utilizzato il 15% dei fondi disponibili e che per questo motivo ha dovuto rivedere i criteri», il commento di Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia. Che suggerisce di semplifcare al massimo l'accesso ai voucher: «Proponiamo ad esempio che agli over 65 basti esibire l'abbonamento Atm». E conclude il tassista Fumagalli: «Bisognerebbe anche pubblicizzarlo di più».

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