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Recuperare antiche rogge per canalizzare le precipitazioni: il progetto

Lo studio è stato finanziato da Gruppo Cap e Consorzio Est Ticino Villoresi con un milione di euro. Sull'idea lavoreranno gli studenti di Agraria della Statale

Il Canale Villoresi (immagine repertorio)

Oltre un milione di euro per avviare il recupero del reticolo idrico minore, in buona parte costruito e progettato nel medioevo, con l’obiettivo di smaltire le acque meteoriche e derivanti dall’innalzamento delle falde. È il progetto di Gruppo Cap e Consorzio Est Ticino Villoresi (ETVilloresi), che hanno avviato la prima fase di studio coordinato dalla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano.

L’idea è semplice: riattivare la rete di rogge, canali e fontanili e canalizzare le acque di falda e delle precipitazione meteoriche per utilizzzarle (dopo un processo di fitoderpurazione) in agricoltura. Si tratta di un percorso di prevenzione che mette in campo soluzioni progettuali innovative di ingegneria idraulica e ambientale. 

Il primo progetto pilota riguarderà il fontanile Briocco, sul territorio di Rho, che verrà recuperato, collegato ai successivi tratti del reticolo idrico e dove saranno convogliate le acque di pompaggio di falda di un grande parcheggio interrato e quelle di scambio termico del condizionamento del nuovo cinema teatro.

«Siamo molto soddisfatti dell’accordo sottoscritto che permetterà al consorzio Est Ticino Villoresi e al Gruppo Cap di lavorare in sinergia per un utilizzo intelligente del reticolo idrico superficiale — ha dichiarato Alessandro Folli presidente del Consorzio ETVilloresi—-. In qualità di autorità idraulica per la rete gestita nel proprio comprensorio, ETVilloresi saprà garantire conoscenze, esperienze e professionalità per effettuare gli adeguati approfondimenti tecnico-scientifici».

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