Milano, vasca per il Seveso al Parco Nord: "Tutelare l’avifauna dell’area disboscata"

L’area che vedrà la realizzazione della vasca interessa una superficie complessiva boscata di cinque ettari (49.079 mq) di cui ne saranno abbattuti eliminati tre (30862 mq)

Repertorio

Su esplicita richiesta di Parco Nord Milano, MM spa ha commissionato un’analisi naturalistica per studiare gli aspetti ornitologici dell’area boschiva interessata dalla realizzazione della vasca di laminazione del torrente Seveso. Lo studio naturalistico è stato richiesto con lo scopo di censire l’avifauna che nidifica nel bosco, individuare eventuali specie rare o protette e definire le modalità adeguate per procedere al disboscamento al fine di tutelare la popolazione ornitica coinvolta. Il taglio degli alberi pre- senti nell’area è purtroppo inevitabile a causa della realizzazione dell’opera pubblica e attraverso l’analisi svolta dall’esperto naturalista Armando Gariboldi, sono stati considerati una serie di criteri volti a tutelare le specie presenti. 

L’area che vedrà la realizzazione della vasca interessa una superficie complessiva boscata di cinque ettari (49.079 mq) di cui ne saranno abbattuti eliminati tre (30862 mq). I quattro nuclei boschivi presenti sono formazioni forestali recenti di origine antropogenica e le specie vegetali presenti sono composte principalmente da robinie, carpini, olmi, noccioli, biancospini e rovi mentre non sono presenti alberi monumentali. 

Esclusione della presenza di specie rare o pregiate Secondo lo studio di Gariboldi, il bosco attualmente offre spazi per comunità di piccoli Passeriformi tipici di parchi e giardini. In questi boschi sono rari alberi sufficientemente maturi per ospitare specie di maggiore importanza ecologica come picchi e allocchi, mentre il sottobosco troppo rado o troppo denso risulta essere poco adatto per molte specie che solitamente frequentano questi strati della vegetazione.

Dallo studio emerge inoltre che le specie ad attività canora costante e più marcata sono la Capinera ed il Merlo; non sono invece presenti specie di interesse che rientrano nelle tutele delle direttive europee. Come specificato nella relazione « il quadro ornitologico complessivo ha evidenziato come quest’area presenti un popolamento non particolarmente abbondante e diversificato, senza valenze di rilievo. Le uniche di un certo interesse naturalistico (Assiolo e Sparviere) non hanno presentato evidenze di nidificazione e probabilmente frequentano il sito soprattutto per attività trofica e di rifugio». 

Rispetto del ciclo riproduttivo e delle nidificazioni La relazione ornitologica, in merito ai cicli riproduttivi e alle nidificazioni dell’avifauna presente, ha anche definito le modalità di eliminazione delle alberature in termini di spazi e tempistiche da seguire. Lo studio ha utilizzato una delle specie più abbondanti del Parco, la Capinera (che è tra le specie che prosegue a riprodursi anche ad estate inoltrata), come specie indicatrice per capire quando poter cominciare i tagli riducendo al minimo gli impatti sull'avifauna nidificante. Dallo studio ornitologico infatti, è emerso che "essendo la Capinera la specie più tardiva a riprodursi in loco rispetto alle specie solo sedentarie (es. Merlo), è sostenibile il fatto secondo cui attuare ad inizio agosto i tagli della vegetazione, sia una forma cautelativa per tutto il locale popolamento ornitico nidificante, che come visto ha fenologia prevalentemente stanziale e inizia dunque ancora prima a riprodursi». 

Lo studio ha anche fornito indicazioni sulle altre specie presenti individuando per queste la direzione di taglio più idonea e prevedendo «alcuni semplici accorgimenti onde evitare di indirizzare gli animali verso “colli di bottiglia” (ovvero aree dove rischiano di rimanere intrappolati) o verso direzioni pericolose (es. le strade più trafficate). In questo modo i vari esemplari avranno modo di allontanarsi per tempo e verso altre zone in grado di ospitarli». 

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Questa precauzione che è fondamentale per la tutela dell’avifauna di quest’area boscata, è uno degli elementi su cui il Parco ha posto maggior attenzione e che continuerà a monitorare. «Il taglio del bosco rappresenta un grande dispiacere, è evidente che si tratta di un sacrificio che il Parco non avrebbe mai voluto fare considerato che non solo lo ha piantato ma lo ha anche curato in questi ultimi trent’anni» dichiara Marzio Marzorati, Presidente del Parco Nord Milano.

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