Ignora posto di blocco e provoca incidente in centro abitato: libero marocchino con precedenti penali

Il fatto a Opera

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

“Sono stato informato della mancata convalida dell’arresto del marocchino fermato dai Carabinieri dopo l’incidente di mercoledì scorso. Il Magistrato ha così salvato dalla prigione un pirata della strada inseguito dai Carabinieri poiché aveva saltato un posto di controllo a San Giuliano Milanese senza fermarsi all’alt dei militari. Un delinquente, pregiudicato, che con il suo complice si è infilato ad alta velocità nel centro abitato di Opera ed ha attraversato con il rosso due semafori prima di impattare contro le auto coinvolte nell’incidente dove un bambino di undici anni ha rischiato la vita. Un potenziale assassino che non ha fatto una strage solo per la fortuita coincidenza che i ragazzi delle medie appena usciti da scuola non stavano attraversando in quel momento. Un vigliacco scappato per le vie della città, braccato dagli stessi cittadini e dalle Forze dell’Ordine, fuggito senza prestare alcun soccorso a chi è stato coinvolto nell’incidente; anche questo è un reato. Eppure in cella non ha passato un solo secondo della sua vita nonostante abbia disobbedito all’alt dei carabinieri, percorso chilometri ad alta velocità mettendo a repentaglio l’incolumità di persone innocenti, attraversato semafori senza rispettarne il comando ed infine speronato due auto mettendo in pericolo la vita di quattro persone tra cui un bambino. Mi domando cosa si debba fare per finire in galera e soprattutto se sia stato giusto, a questo punto, avere aiutato i Carabinieri a calmare gli animi delle persone presenti sul luogo dell’incidente quando queste, comprensibilmente, volevano farsi giustizia da sole. Nei prossimi giorni diffonderemo le generalità e la fotografia dell’uomo fermato grazie ai cittadini ed anche quella del Magistrato che l’ha rimesso in libertà. Non saprei infatti dire chi di questi due sia più pericoloso. Intanto la Polizia Locale di Opera proseguirà nelle ricerche del secondo malvivente avendo aperto un’indagine grazie alla denuncia per omissione di soccorso che incombe sulla testa del secondo marocchino ma come sempre, nostro malgrado, saremo lasciati soli dalle altre forze dell’ordine oramai sfiduciate per come lunghe ed impegnative indagini siano spesso vanificate da magistrati troppo lontani dall’amministrare la giustizia in nome e per conto del Popolo”.

La cronaca dell’incidente

L’incidente è avvenuto mercoledì 9 novembre nel cuore del centro abitato. Alle 14.50 un auto con a bordo due marocchini inseguiti dai Carabinieri di San Donato, che avevano saltato un posto di blocco a San Giuliano, è passata a gran velocità su Viale Berlinguer ed ha speronato con violenza un'auto all'altezza dell'incrocio con Via Mazzini. La Lancia Lybra dei malviventi, passata con il semaforo rosso, ha coinvolto nell'incidente anche una terza auto, una Ford Fiesta, i cui passeggeri sono fortunatamente rimasti illesi. Invece, la prima auto speronata, una Renault Megane, è stata proiettata a qualche metro di distanza ed i passeggeri si sono lievemente contusi. In particolare un bambino di undici anni ha fatto ricorso alla cure ospedaliere poiché ha battuto la testa, il viso ed il torace senza comunque riportare danni gravi.

Gli occupanti dell'auto in fuga dai Carabinieri sono subito scappati a piedi tra le villette delle strade vicine ed uno di questi si è nascosto in una siepe all'interno di un giardino privato. L'altro invece è stato inseguito da un barista che, dal suo locale vicino all'incrocio dell’incidente, aveva visto tutto e da due geometri del Comune che si trovavano in quella zona per un sopralluogo. Proprio questi, in contatto con la Polizia Locale telefonicamente, hanno dato le giuste coordinate affinché i Carabinieri fermassero il malvivente al Parco Di Vittorio dopo avere attraversato mezzo paese.

Il secondo marocchino, quello che si era nascosto nella siepe, è stato avvistato dopo circa un'ora dal proprietario di casa che l'ha messo in fuga segnalandolo alle autorità ma, nonostante le ricerche per tutto il pomeriggio, non è più stato trovato.

Un evento che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, che ha messo in mostra ancora una volta lo spiccato senso civico degli operesi che hanno contribuito in modo determinante al fermo del fuggitivo, degli agenti della Polizia Locale e dei Carabinieri. Proprio i Carabinieri, provenienti dalla Stazione di San Donato Milanese, hanno evidenziato coraggio e senso del dovere arrestando almeno uno dei due malviventi ed impegnandosi comunque nella ricerca del secondo.

 

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