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Lunedì, 8 Agosto 2022
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Quando la scuola (di periferia) canta "Via dei Matti n°0" nel nome della multiculturalità

"Qui regna multiculturalità e multidisciplinarità". Sono le parole delle maestre della Scuola Primaria Nazario Sauro, in zona Giambellino, che hanno accolto l'appello simbolico della Trasmissione di Rai3 con un progetto multidisciplinare

Quando i bambini "insegnano" la multiculturalità. È il caso questo degli studenti della Scuola Primaria Nazario Sauro, in via Vespri Siciliani 75, nel quartiere di Giambellino, dove i ragazzi hanno saputo intraprendere un progetto didattico multidisciplinare che coinvolge le materie di Arte e Immagine, Italiano, Geometria, Musica, Tecnologia e Cittadinanza nel segno della multiculturalità. Così gli alunni, ispirati dalla trasmissione di Rai3 con Stefano Bollani, hanno ripreso le parole interpretate da Sergio Endrigo del 1969 e hanno cantato sulle note di "Via dei Matti n°0"  tra i banchi di scuola.

"La scuola è una realtà multietnica e di periferia: qui l'80% degli alunni sono stranieri. - affermano le maestre Antonella De Fonzo e Federica Minia - Nello specifico, la nostra classe è composta da 17 bambini e bambine di 5 etnie diverse e questo progetto sviluppa appieno il concetto di inclusione: tra loro si evidenziano le diversità culturali, difficoltà linguistiche, di apprendimento, cognitive e di disabilità".

"La nostra soddisfazione - continuano le maestre - è stata quella di vedere come dai cassetti della fantasia, chiusi dall’uso spropositato della tecnologia usata male, gli studenti siano riusciti ad esprimere le loro capacità creative e fantasiose, coerentemente alle informazioni didattiche acquisite attraverso un lavoro difficoltoso ma voluto e sviluppato da noi insegnanti".

"Vorremmo ringraziare la Rai e il Maestro Stefano Bollani - concludono le insegnanti della Primaria Sauro - per aver ideato e realizzato il programma ed aver così acceso una lampadina nella mente di noi docenti. A partire dal titolo della trasmissione e dal conseguente collegamento alla canzone interpretata da Sergio Endrigo nel 1969, abbiamo fatto cantare la filastrocca ai bambini e alle bambine che di seguito hanno interpretato e trasformato in disegno secondo le loro emozioni, descrivendole con i colori e scrittura mettendo in moto la loro fantasia repressa dai cellulari e dai giochi elettronici. La speranza è con attività come queste si possa fare più luce sulla valorizzazione di un quartiere multietnico come quello in cui stanno crescendo i nostri bambini, nella zona 6 di Milano".

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