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Milano, Sala parla della sua ricandidatura in tv: "Forse sono tagliato per fare il sindaco"

Il sindaco: "Tra un anno oggi dovrò decidere se ricandidarmi o meno, boh vedremo un po'"

"Non ho nessuna tessera di partito, ho promesso ai milanesi che fino alla fine del mio mandato non la prenderò. Tra un anno oggi dovrò decidere se ricandidarmi o meno, boh vedremo un po'". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando della scelta sulla sua ricandidatura nel corso della trasmissione di Daria Bignardi, L'Assedio, sul canale Nove.

"La politica mi piace e ho un grande amore per Milano. Forse sono tagliato per fare il sindaco, sono operativo e mi piace molto. Da un lato - ha concluso - non sono mai stato così felice in vita mia, anche per il lavoro che faccio. Dall'altro lato sento la riconoscenza dei milanesi, ovviamente non di tutti".

Sala, primo uomo della sinistra

"La politica cambia talmente tanto velocemente che oggi potrei dire che posso essere la persona più adatta affinché il centrosinistra vinca a Milano. Tra un anno vediamo, perché gli scenari cambiano molto rapidamente". Aveva risposto nel mese di luglio Sala ai giornalisti che gli chiedevano se fosse vero che il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, pensasse a lui come primo uomo del centrosinistra. A settembre 2020: " Valuterò energie, volontà e condizioni politiche, perché quelle sono importanti", ha detto il primo cittadino.

La buffa foto di Beppe Sala: il motivo

Durante il corso della puntata il primo cittadino si è "mascherato" da "tamarro". "Lei va forte sui social, ma bisogna ammettere che Salvini va più forte — ha sottolineato Daria Bignardi —. Lei, con rispetto parlando, ha un po' un’immagine da fighetto milanese tendenza radical chic. Dovrebbe forse prendere qualche iniziativa per proporsi in maniera più larga…".E così Sala ha accettato un paio di occhiali da sole e un marsupio, rigorosamente indossato a tracolla, per diventare più nazionalpopolare. La foto, scattata dalla Bignardi, è stata poi pubblicata sul profilo Instagram del sindaco.

L'ultimo voto (europee) a Milano, quartiere per quartiere

La città in effetti non appare sovranista. In centro, la differenza tra Pd e Lega è ancora più netta: 42,52% contro 19,49%. Qui Forza Italia tiene meglio che negli altri quartieri (14,45%) mentre il Movimento 5 Stelle sprofonda (3,84%). Con +Europa (8,73%) e Europa Verde (2,64%) il centrosinistra ha la maggioranza assoluta dei voti.

In alcuni Municipi periferici il Pd va più in difficoltà pur rimanendo sempre il primo partito e l'unico a superare la soglia psicologica del 30% dei consensi. Solo 3 i punti percentuali tra Pd e Lega nel Municipio 9, mentre è di ben 18 punti (quasi come al Municipio 1) la distanza in Municipio 3. La Lega fa meglio (e il Pd peggio) anche nei Municipi 2, 7 e 8. 

Vediamo i risultati in dettaglio, Municipio per Municipio. Municipio 1 Pd 42,52 Lega 19,49 Municipio 2 Pd 33,17 Lega 29,97 Municipio 3 Pd 40,96 Lega 22,91 Municipio 4 Pd 36,66 Lega 27,41 Municipio 5 Pd 35,55 Lega 27,88 Municipio 6 Pd 36,28 Lega 27,62 Municipio 7 Pd 33,89 Lega 29,08 Municipio 8 Pd 33,95 Lega 29,62 Municipio 9 Pd 32,99 Lega 29,99

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