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Mozione antiaborto a Milano, si divide Forza Italia

De Chirico contro Amicone: "Sono liberale, non si può tornare al Medioevo"

(Pixabay)

Ha fatto discutere la mozione presentata da Luigi Amicone (Forza Italia ed ex direttore di "Tempi") in consiglio comunale a Milano che ricalca la mozione leghista fatta approvare a Verona sull'aborto, nella quale tra l'altro si parla di 6 milioni di bambini non nati che "avrebbero impedito il sorgere di una crisi demografica", ed è incentrata sul sostegno alle associazioni che promuovono politiche in favore della vita.

La mozione "antiaborto"

La mozione verrà inserita nel programma dei lavori del consiglio comunale, ma intanto ha fatto insorgere i gruppi di centrosinistra. "E' una grave provocazione", ha commentato Diana De Marchi, esponente del Pd e storica "pasionaria" dei diritti delle donne: "Questa mozione contiene falsità e noi siamo tutti compatti a difendere la legge 194, che tutela donne e maternità consapevole di donne e uomini". 

Ma il testo divide anche il centrodestra. Alessandro De Chirico, vice capogruppo di Forza Italia, si schiera apertamente contro la mozione: "Capisco la provocazione politica", ha scritto in una nota, "ma da liberale penso non si possa tornare al Medioevo. Dobbiamo sostenere il diritto alla vita, alla procreazione e alla famiglia. Ma dobbiamo sostenere in maniera ancora più forte la libertà di scelta di una donna".

"Oggi - continua l'esponente forzista - bisogna parlare di sesso sicuro e protetto, di genitorialità consapevole e di welfare aziendale. Investire nei consultori pubblici e nei centri alla vita, come peraltro già si fa. Sono d’accordo con Amicone quando afferma che oggigiorno è più facile comprare un animale domestico piuttosto che mettere al mondo un bambino. Come fanno le giovani coppie a mantenere un figlio se non hanno un lavoro e certezze nel loro futuro? Nel XXI secolo non si vive di aria e amore, e nemmeno di reddito di cittadinanza. Servono politiche attive per sostenere il lavoro perché senza di quello non si costruiscono solide basi per far crescere una famiglia. Mi domando se Forza Italia, nato come un partito liberale, non stia prendendo una piega un po’ troppo conservatrice, diventando un partito di nicchia, più interessato ai voti dei nostalgici piuttosto che guardare alla società contemporanea".

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