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Consulenze e abuso d'ufficio, accolta l'archiviazione della Moratti

Il sindaco di Milano era indagata per abuso di ufficio. Accolta dal giudice la richiesta di archiviazione formulata nel 2009 dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo

Archiviato il caso Moratti in materia di abuso d'ufficio. Questa mattina il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione formulata, nel luglio del 2009, dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo. Il primo cittadino di Milano, infatti, era indagato per abuso di ufficio, mentre le altre quattro persone coinvolte (l'ex direttore generale del Comune, Giampiero Borghini, la sua vice Rita Amabile, l'ex direttore centrale risorse umane, Federico Bordogna, e l'ex capo gabinetto, Alberto Bonetti Baroggi) dovevano rispondere, a vario titolo, di abuso di ufficio, concussione e truffa aggravata.

Era stata la Corte dei Conti, con due sentenze emesse lo scorso anno, ad aver condannato il sindaco di Milano e altri ex dipendenti al danno erariale in relazione alla vicenda delle consulenze. Al centro delle sentenze c'erano alcune nomine eseguite senza tenere conto del grado di esperienza e competenza e di 11 pensionamenti "forzati" di altrettanti dirigenti. Sempre al centro delle indagini della Corte dei Conti, ci sarebbe stata anche la nomina del direttore del settore famiglia Carmela Madaffari, che era stata direttrice generale di una Asl in Calabria. A Milano percepiva un compenso per il suo incarico di 217 mila euro all'anno.

L'archiviazione del caso è stata motivata dal gip di Milano Maria Grazia Domanico, come segue: "Si è trattato di uno "spoil system" effettuato con "modalità di rimozione" dei dirigenti "censurabili sotto diversi profili", ma senza "comportamenti minacciosi e men che meno violenti" e che non ha "travalicato il limite dell'illecito penale".

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