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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Alla Festa Democratica Bersani apre a Sinistra e punta sul locale

“Popolare con la testa, il rispetto e il cuore, ma senza cadere nella trappola del Populismo” tornando a valorizzare le politiche locali in modo da concorrere con la Lega. Così il Pd deve trovare la sua identità per diventare una valida alternativa alla destra. Alla Festa Democratica ieri sera Pierluigi Bersani ha illustrato la sua ricetta per il futuro del partito

Si è svolto alla Festa Democratica il primo degli appuntamenti con i candidati alla Segreteria del Partito Democratico: sotto un tendone colmo di gente, Pierluigi Bersani ha risposto alle domande del direttore del quotidiano Europa, illustrando il proprio pensiero circa il futuro del partito.

Prima che il dibattito cominciasse è stato invitato sul palco un lavoratore dell’Esab che ha portato all’attenzione dei presenti la situazione critica dell’azienda. Bersani ha incitato innanzitutto il proprio partito a collaborare a costruire un’alternativa valida alle politiche della Destra, proprio ora che si intravede un declino di quello che è stato definito “Berlusconismo”.

Commentando la situazione creatasi in questi giorni tra Berlusconi e Fini, Bersani ha ricordato come proprio quest’ultimo abbia già lasciato trasparire in precedenza dubbi sulla creazione di un partito nato su un “predellino” ed esclusiva di un padrone, piuttosto che discusso e allineato ai partiti conservatori europei.

Per Bersani dunque o il PD attende speranzoso che il consenso attorno a Berlusconi cada oppure agisce per attirare nuovi consensi verso di sé. Il PD per Bersani dunque deve puntare ad essere “popolare con la testa, il rispetto e il cuore, ma senza cadere nella trappola del Populismo”, deve avere una propria rimarcata identità che non può prescindere dalla Sinistra e proprio per questo può essere aperto alle alleanze nell’area del centro sinistra.

Il direttore di Europa ha anche spinto verso un confronto con il pensiero di Tremonti e quello di Brunetta: Bersani ha replicato sottolineando il comportamento incoerente del Ministro dell’Economia che, in maniera populistica, un giorno annuncia di aver raggiunto accordi con le banche e un altro giorno paragona le stesse a dei delinquenti, mentre ha rimarcato l’idea secondo cui la destra tende storicamente a considerare un “male” la Pubblica Amministrazione. Ha proposto dunque per quest’ultima una riforma “di sinistra” che prenda spunto da veri e propri piani industriali che ad ogni scadenza riorganizzano obiettivi e risorse.

Ritornando sulle liberalizzazioni attuate ai tempi del Governo Prodi, si è soffermato sul fatto che l’attuale maggioranza le stia smontando una ad una e ha denunciato il tentativo del Parlamento di abolire le parafarmacie, una mossa che lascerebbe senza lavoro circa 6000 giovani farmacisti. Bersani ha parlato anche di un PD che sappia essere laico e decisionista per quanto riguarda decisioni delicate quali il testamento biologico: c’è bisogno infatti di una norma che ponga al centro le volontà del paziente e il dialogo medico-famiglia. Il candidato segretario, ha inoltre invitato il PD a tornare a valorizzare le politiche locali in modo da concorrere con la Lega e ha detto di voler puntare sull’innovazione nelle fila del partito per arginare scandali come quelli di Bari.

Bersani ha concluso l’intervento bocciando il programma nucleare dell’attuale governo; rispondendo poi alla domanda su un futuro da candidato premier, ha detto che il candidato sarà colui che a tempo debito avrà più possibilità di vincere.
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