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L'idea di Ambrosoli: "Bisogna allargarci anche a destra"

L'avvocato candidato "in pectore" del centrosinistra riafferma la necessità di parlare anche ai moderati e agli ex elettori di centrodestra. E spunta il sostegno dei monarchici

Per Umberto Ambrosoli occorre allargarsi a destra e a sinistra, "a tutti coloro che colgono l'assoluta urgenza di sostituire Pdl e Lega nel governo regionale". Lo ha detto giovedì mattina, intervistato da Radio Popolare, confermando l'atteggiamento ultra-inclusivo che l'ha caratterizzato da quando si è ipotizzata la sua candidatura a governatore per il centrosinistra.

Secondo l'avvocato milanese, il centrosinistra da solo non basta per vincere. "Con Penati nel 2010 prese il 33% e con un altro 33% si replicherebbe la sconfitta", spiega. Di qui un progetto di rinnovamento che sia capace di parlare anche ad altre realtà. Ambrosoli ha poi affermato che "solidarietà, diritti, lavoro e impresa" sono un "linguaggio che permette di intendersi fra chi appartiene in termini storici alla sinistra più ortodossa e chi oggi vuole guardare a una parte moderata del nostro Paese".

E inizia a serpeggiare in alcuni ambienti di sinistra proprio l'accusa che Ambrosoli sia troppo moderato. Ad esempio Dario Fo, che - intervistato da Affari Italiani - lo elogia ma si dice preoccupato proprio del moderatismo dell'avvocato e di chi maggiormente lo sostiene. Tra questi i monarchici: viene da famiglia monarchica, padre e madre (e forse, secondo indiscrezioni, lui stesso) frequentarono l'Unione Monarchica Italiana, l'associazione che sostiene i diritti dinastici di Amedeo d'Aosta. E d'altra parte Ambrosoli è avvocato nello studio legale del monarchico Lodovico Isolabella, difensore a suo tempo di Vittorio Emanuele quando venne incarcerato a Potenza. Qualcuno storce il naso: "Che cosa c'entriamo coi monarchici?", ci si chiede in ambienti di sinistra.

PRIMARIE - Ambrosoli ha provato anche a spiegare perché non voleva le primarie. "Sono diffidente verso i partiti", ha detto, "e la proposta aveva una fortissima caratterizzazione partitica". Ma ha anche raccontato di come ha (almeno in parte) cambiato idea. E sembra quasi di sentire il padre Giorgio, quando ai microfoni di Radio Popolare dice: "Abbiamo tutti la possibilità di servire. La vita ci offre occasioni, forse questa era la mia per rispondere alle esigenze di questa parte della cittadinanza". Riflessione che, secondo quanto rivela lo stesso Ambrosoli, è scaturita dalla lettera di un sostenitore, che gli aveva scritto citando don Milani: "A cosa serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?".

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