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Non è laureato: Carlo Lio «non può fare il difensore dei detenuti e dei contribuenti»

La decisione del Consiglio di Stato, che ha annullato l'elezione a difensore regionale della Lombardia dell'ex assessore

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro l'elezione di Carlo Lio come garante dei detenuti della Lombardia. Il ricorso è stato presentato dall'avvocato Giuseppe Fortunato, che si era candidato come difensore regionale nel 2017, secondo cui il titolo di studio posseduto da Lio, la licenza media, non sarebbe stato «adeguato all'attivita' dell'organismo interessato».

Il Tar aveva però respinto il ricorso nel 2019; ma Fortunato ha presentato un ulteriore ricorso, stavolta al secondo grado di giudizio amministrativo, cioè al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la sentenza del Tar e ha decretato che «l'elezione di Lio a difensore regionale della Lombardia va annullata» e va rifatta l'elezione del difensore regionale senza tenere conto della sua candidatura. 

Secondo il Consiglio di Stato, erroneamente il Tar aveva valutato non necessaria una motivazione dell'elezione di Lio in ragione dei suoi precedenti incarichi politici, mentre secondo lo Statuto di Regione Lombardia occorrerebbero esperienze nei campi «del diritto, dell'economia e dell'organizzazione pubblica». Non è tutto: le norme amministrative, fa notare il Consiglio di Stato, vietano di conferire incarichi di consulenza o dirigenziali a persone in pensione. 

Chi è Carlo Lio

Eletto a maggio 2017 con 42 voti su 80, dal consiglio regionale, per sei anni non rinnovabili, Carlo Lio è da allora difensore regionale, svolgendo anche le funzioni di garante dei detenuti, del contribuente e del diritto alla salute. Classe 1950, originario del Cosentino, ha lavorato a Cinisello Balsamo, Comune per il quale è stato consigliere comunale, assessore e, dal 1991 al 1994 sindaco per il Partito Socialista Italiano, poi responsabile dei rapporti istituzionali dell'Aler, fino all'elezione a consigliere regionale della Lombardia nel 2000 per Forza Italia, quando è stato nominato assessore regionale alle opere pubbliche. Nel 2009, dopo avere tentato la rielezione a sindaco di Cinisello per il centrodestra, venendo sconfitto al ballottaggio, è diventato amministratore delegato di Milano Metropoli, l'agenzia per la promozione e lo sviluppo sostenibile dell'area metropolitana di Milano.

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