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Domenica, 26 Maggio 2024
Giornata della Liberazione

L'Anpi: "Molti ministri non riconoscono il 25 Aprile". Salvini: "Sempre onorato"

La replica di Valditara: "C'è sempre chi vuol far polemica, lasciamo le polemiche al loro destino". Salvini: "L'ho sempre onorato senza sbandierare". Sala: "Le polemiche ci saranno ogni anno: per dichiararsi antifascisti bisogna esserlo sul serio"

"Che la politica si interessi al 25 Aprile è una buona cosa, l'importante è che venga riconosciuto il suo valore, cosa che purtroppo non vedo e non sento". Lo ha detto il presidente di Anpi Milano Primo Minelli a margine della deposizione delle corone per la festa della Liberazione a Palazzo Marino, sede del Comune, giovedì 25. "Molti ministri non riconoscono tutt'ora il 25 aprile, sento dire che il 25 aprile è divisivo. Siamo nel 2024, divisivo rispetto a cosa? Non si capisce - ha aggiunto -. Tenendo conto che la Resistenza l'hanno fatta tutte le forze politiche, la Costituzione l'hanno votata tutti tranne il Movimento sociale".

All'evento era presente anche il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara: "Il 25 aprile è una giornata di unità, di festa, di gioia, perché quando si celebra il ritorno della libertà e della democrazia bisogna tutti insieme gioire senza fare polemiche. È il modo migliore per festeggiare una giornata importante per la nostra Repubblica". In replica all'osservazione dell'Anpi, l'esponente del governo Meloni ha risposto che "c'è sempre chi vuol far polemica, lasciamo le polemiche al loro destino".

Il sindaco Sala: "Le polemiche ci sono tutti gli anni"

"Le polemiche ci sono tutti gli anni, ogni anno sembrano sempre più importanti, più gravi, ma le polemiche ci sono. Il punto è che lo spirito del 25 Aprile non cambia, quello che io dico è che questa è comunque una festa, la festa della Liberazione e non della libertà come qualcuno vuole far credere, ma che noi dobbiamo e vogliamo festeggiare": ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, anch'egli presente alle celebrazioni. "Un passaggio positivo per la nostra storia è stata la Liberazione e ha portato alla Costituzione che è magnifica. Il senso è talmente profondo e alto che deve farci andare al di là di qualche polemica che naturalmente c'è", ha aggiunto Sala. "Non basta dichiararsi antifascisti, bisogna esserlo. Perché dichiararsi è facile, ma se vuoi essere antifascista, ad esempio non devi frequentare in Europa persone e sistemi che invece al fascismo sono vicini", incalza Sala. Poi il primo cittadino ha replicato a chi chiedeva della presenza del leader della Lega Matteo Salvini, anche lui in Largo caduti milanesi per la Patria: "Dico che va bene, alla fine è chiaro che ogni momento deve essere più partecipato possibile, quindi ci mancherebbe altro".

Salvini: "Sempre onorato il 25 Aprile"

"Ma quale prima volta, ho sempre onorato il 25 aprile senza doverlo sbandierare e senza politicizzarlo", rimarca lo stesso Salvini. "Non l'ho detto fino all'ultimo per evitare che ci fossero quelli che invece di celebrare il passato perché non ritorni, vanno in giro a creare problemi", aggiunge il segretario leghista. Qualcuno gli chiede se l'esecutivo attuale sia antifascista. "È un governo scelto dai cittadini - risponde - poi sì, l'antifascismo mi sembra evidente", chiosa. Il ministro dei Trasporti è anche intervenuto sulla questione Scurati e il monologo cancellato in Rai: "Chiedetelo a chi non lo ha fatto parlare". "Viva i libri, viva la cultura, viva la libertà di pensiero e di parola. Un libro non è mai una provocazione", afferma, "e vale anche per Scurati".

Morelli (Lega): "Libertà di tutti"

“Oggi celebriamo la festa di Liberazione, un giorno per parlare di libertà di tutti e non contro qualcuno”. Lo dice il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli a margine del 79esimo Anniversario della Liberazione presso la Lapide della Medaglia d’Oro al valor Militare alla città di Milano.

“Questa giornata esprime la necessità di ricordare un fatto storico, sancito dalla stesura della Costituzione italiana che ha permesso il percorso democratico degli ultimi 80 anni della nostra storia”, ha concluso.

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