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Una schermata (ancora con il menu "Cruising")

Una schermata (ancora con il menu "Cruising")

App gay: polemiche tra consiglieri e con le associazioni

Arcigay: "Presente anche associazione contraria". Sonego e Palmeri: "Non coinvolta la commissione pari opportunità". La risposta di Gabbai (Pd) e la "censura" di saune e cruising"

Un mare di polemiche intorno all'applicazione per smartphone "Milano Gay Life", una guida alla città gay friendly. Sembra un tutti contro tutti. L'applicazione è stata presentata dall'amministrazione comunale e verrà inclusa nel portale ufficiale del turismo di Milano. Presenti l'assessore al turismo, Franco D'Alfonso, e due consiglieri del Partito democratico, Ruggero Gabbai e Rosaria Iardino.

Oltre alle - abbastanza scontate - critiche di Fratelli d'Italia e Lega, infatti, sono arrivate polemiche anche da parte dell'Arcigay e di altri consiglieri di maggioranza. Come Anita Sonego (Sinistra per Pisapia), presidente della commissione pari opportunità, che lamenta il mancato coinvolgimento di tutte le associazioni (e della sua commissione).

Durissimo anche Marco Mori dell'Arcigay, che all'inizio aveva parlato con gli sviluppatori dell'app ma poi non aveva seguito il percorso dell'accordo col comune di Milano. "Finché è una app privata di privati, questi sono liberi di inserire chi e cosa vogliono. Quando diventa ufficiale del comune, se è questo che ho capito, il comune si deve assumere le responsabilità o la corresponsabilità dei contenuti", spiega in una nota riferendosi alla modalità di selezione dei contenuti e anche alla presenza dell'associazione Age (Genitori Italiani), che "è quella che lotta contro le teorie gender e arcigay".

Critiche anche da altre associazioni, stavolta per la scelta di escludere le saune e il cruising. I luoghi, cioè, per incontri occasionali. "Una presa in giro, poco più che una guida ai ristoranti, inutile per chi cerca anche divertimento e il turismo sessuale", è la durissima posizione di Marco Albertini (rivista "Pride"). Posizione a cui replica Ruggero Gabbai, uno dei consiglieri del Pd che hanno promosso l'accordo col comune. A MilanoToday Gabbai dichiara: "E' una polemica strumentale, così come l'accusa di sessuofobia che mi è stata rivolta. E' ovvio che, nel momento in cui il comune pubblica ufficialmente l'app sul suo sito istituzionale dedicato al turismo, non può indirettamente promuovere scambismo, cruising o altre informazioni del genere, così come non lo farebbe per un'app sugli eterosessuali".

Se n'è parlato anche nella seduta di martedì in consiglio comunale, dopo l'approvazione della Tari. Tra gli altri Manfredi Palmeri (capogruppo liberale), non contrario all'app in sé, ha lamentato che "non è stata coinvolta la commissione pari opportunità ma sono stati scelti due consiglieri non si sa in base a quale criterio". Pronta la risposta del presidente Basilio Rizzo (Sinistra per Pisapia): "Interverrò, se sono stati violati diritti dei consiglieri". Risponde Gabbai a MilanoToday: "Nessuna volontà di escludere consiglieri anche d'opposizione".

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