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Inchiesta Expo, il sindaco Giuseppe Sala chiede l'archiviazione: "Accuse infondate"

Gli avvocati del primo cittadino di Milano hanno depositato la memoria difensiva

Beppe Sala

Il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala chiede l'archiviazione della nuova accusa di abuso d'ufficio arrivata il 13 dicembre a conclusione delle indagini nell'ambito dell'inchiesta per la Piastra di Expo. La nuova ipotesi di reato, si legge nella memoria difensiva depositata oggi dagli avvocati Scuto e Nesport, arriva "a conclusione di una affannosa ricerca di una nuova imputazione, a tempi abbondantemente scaduti... È come l'elisir di Dulcamara: vale per tutte le occasioni in cui non c'è niente di meglio". 

Secondo i legali di Sala il ruolo di commissario straordinario, da lui ricoperto, lo autorizzava a una serie di deroghe alla normativa ordinaria. "In forza di regole stabilite dal presidente del consiglio dei ministri fin dal 2007 e successivamente ripetutamente confermate — si legge nella memoria — il commissario delegato per la realizzazione di Expo 2015 era stato autorizzato ad avvalersi di deroghe ad una serie di disposizioni della normativa ordinaria (in particolare del codice degli appalti pubblici)".

Sempre nella memoria difensiva i legali mettono nero su bianco che, secondo loro, la nuova accusa di concorso in abuso d'ufficio contestata all'allora amministratore delegato di Expo insieme al manager Angelo Paris è infondata. Accusa che secondo gli avvocati è "determinata da un accanito tentativo della procura generale di giustificare ad ogni costo la decisione di avocare gli atti".
 

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