Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Area C, Pisapia ai milanesi: "30 milioni gli introiti, 20% traffico in meno"

Il sindaco scrive una lettera aperta ai milanesi: "Un piccolo sacrificio per avere un centro con molto meno traffico e aria respirabile. Gli introiti per migliorare i mezzi pubblici"

Pisapia torna a scrivere ai milanesi. Questa volta, il primo cittadino, prende carta e penna - o meglio, tastiera e pc -, per informare come cambierà la città con il nuovo Ecopass, detto "Area C". Una Milano "più vivibile e con meno traffico, da lasciare alle generazioni future". Anche a costo di "qualche sacrificio nell'immediato". 

"Trasformare Milano nella città che vogliamo non è una strada facile, richiede a tutti noi di cambiare abitudini e sappiamo quanto sia difficile farlo. Ma quello che abbiamo fatto è il primo passo per rendere concreta la volontà che i milanesi hanno espressocon i referendum del 12 e 13 giugno, cioè quella di avere una città dove si vive meglio. Ero diventato sindaco da due settimane quando quasi 400mila milanesi - il 79% diquelli che hanno votato - hanno chiesto di ridurre traffico e smog, di potenziare i mezzi pubblici, di estendere a tutti i veicoli il pedaggio per avere accesso al Centro. Una richiesta che è in linea con quanto accade in molte città europee; un voto che ci ha vincolato - scrive Pisapia -. A gennaio entrerà dunque in vigore quello che abbiamo individuato come lo strumento giusto per dare seguito a quelle indicazioni. È nata Area C - «C» come Centro, C come Congestion - che prevede dal lunedì al venerdì e dalle 7.30 alle 19.30, un pedaggio di 5 euro per circolare in macchina nella Cerchia dei Bastioni con l’obiettivo di ridurre il traffico del 20 per cento".

"Mezzo milione di persone ogni giorno piombano in macchina in centro, sono 40mila per ogni chilometro quadrato, il «salotto» della città si trasforma in una cittadella assediata ed è questo che la maggioranza di voi non vuole più. Per definire i contorni del nostro intervento abbiamo ascoltato i milanesi: abbiamo fatto 77 incontri con oltre 90 associazioni; abbiamo parlato con tutte le categorie, abbiamo cercato una mediazione nobile tra opinioni diverse - continua -. Abbiamo accolto ad esempio la richiesta di ridurre il ticket per chi scarica merce e per i residenti, i quali avranno anche quaranta ingressi gratuiti (il che, secondo i calcoli del nostro centro studi, rende praticamente nullo il pedaggio)".  

"Del resto è questo, crediamo, il significato alto della politica: ascoltare tutti, valutare e poi decidere. «Area C» è una scelta necessaria perché non ci piace che a Milano i bambini si ammalino solo perché respirano; perché non è possibile che appena piove siamo tutti in coda e che impieghiamo troppo tempo per spostarci da una parte all'altra della città - conclude -. Abbiamo stimato in 30 milioni gli introiti del pass e abbiamo stabilito che siano tutti destinati a migliorare il sistema pubblico dei trasporti: avremo più metropolitane, autobus, filovie, tram; amplieremo il bike sharing e la rete delle piste ciclabili. Il ticket vuole spingerci a cambiare abitudini per il bene di tutti. Altri lo hanno fatto. Stoccolma, ad esempio: il pedaggio di ingresso alla città ha ridotto del 20 per cento l’uso delle automobili; così ha fatto Copenhagen, dove il 36 per cento degli abitanti si muove in bicicletta; per disincentivare il traffico Amburgo ha imposto il limite di velocità a 30 chilometri. A Londra la congestion charge ha portato benefici anche ai commercianti. La Milano che vediamo all’orizzonte, quella che costruiremo tutti insieme, è quella in cuil’unico obiettivo è realizzare l’interesse generale, anche a prezzo di qualche sacrificio personale".

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