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Stefano Boeri

Stefano Boeri

Arresti appalti Expo, Boeri: "Pd era troppo legato a coop rosse"

L'ex assessore alla cultura affonda. La replica di Majorino: "Escano i nomi o basta con polemiche ridicole"

"Su Expo si sono create le condizioni ideali perché questo meccanismo di corruzione si mettesse in moto". Parola di Stefano Boeri, che all'indomani dagli arresti per corruzione e turbativa d'asta sugli appalti di Expo (e di altre grandi opere lombarde) si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Boeri è stato assessore alla cultura della giunta di Giuliano Pisapia: tra le sue deleghe c'era anche l'Expo, ma i rapporti tra lui e il sindaco non sono mai stati eccellenti e, a un certo punto, Boeri è stato "silurato".

Ora l'archistar ripercorre la vicenda, alla luce degli arresti, per spiegare che cosa secondo lui non è andato per il verso giusto. Lo fa con una intervista al Corriere della Sera. Secondo Boeri, "l'elemento degenerativo è nato immediatamente, con la scelta di organizzare l'evento su un'area privata", a cui sono stati assegnati diritti di costruzione. Area che è stata pagata quindi molto più del valore agricolo precedente.

Di sé afferma di avere fatto "di tutto" perché fosse la giunta di Milano a "guidare" il progetto. "Bisognava capire - spiega Boeri - che l'Expo poteva essere un'accelerazione formidabile verso una transizione di questa città in un futuro diverso, che andava raccontato". A suo dire, invece, Pisapia ha commesso l'errore di "una politica di riduzione del danno", quindi di avere evitato proprio questo ruolo-guida.

L'affondo principale, però, è verso il Partito democratico. "Reo" di avere lasciato da solo Boeri, suo assessore di punta, ai tempi dello scontro con Pisapia. "Sospetto che il Pd di allora - afferma ora Boeri - conservasse un rapporto anomalo con certi operatori interessati all'evento, come quelli con alcuni settori del mondo delle cooperative".

MAJORINO ATTACCA - Le parole di Boeri hanno provocato uno 'scossone' all'interno del Pd milanese. Il primo a intervenire è l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino, secondo cui l'archistar sbaglia a mettere in collegamento la fine della sua presenza in giunta con Expo. "Non abbiamo bisogno di polemiche ridicole o generalizzazioni", sostiene Majorino: "Se c'erano politici che favorivano le Coop rosse emergano i nomi e i cognomi e si mettano alla porta, in caso contrario la si faccia finita".

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