Forza Italia, Gelmini "molla" Mantovani. Squeri (coordinatore Milano) si ribella

La coordinatrice regionale Mariastella Gelmini: "Rispetto per la magistratura, più sobrietà da parte nostra". La reazione del coordinatore provinciale Luca Squeri: "Così si tradisce il garantismo"

Mariastella Gelmini

Che Forza Italia - a parte la 'difesa d'ufficio' - fosse fredda nei confronti di Mario Mantovani, appena arrestato con l'accusa di turbativa d'asta e altri reati, si era capito nel momento in cui, a caldo, la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini esprimeva «rispetto» nei confronti sia della magistratura sia dell'indagine che ha coinvolto il numero due della Lombardia. Di recente, del resto, a Mantovani era stata tolta la 'pesante' delega della sanità lombarda, con la motivazione che la riforma appena approvata accorpa quell'assessorato con il welfare. 

L'impressione viene confermata da una intervista rilasciata dalla stessa Gelmini al Corriere della Sera. Tanto che volano gli 'stracci' e il coordinatore provinciale di Milano, il deputato sandonatese Luca Squeri, rimette polemicamente l'incarico accusando - senza mezzi termini - che viene «tradito» il garantismo.

In realtà la Gelmini ha difeso Mantovani: «Trovo la misura della custodia cautelare (in carcere, n.d.r.) davvero eccessiva», ha dichiarato al Corriere. Ha ammesso «divergenze di natura politica» con Mantovani, che «però resta un uomo onesto fino al terzo grado di giudizio». Poi, però, sono arrivati i distinguo. Se infatti Forza Italia s'è sempre caratterizzata per la strenua difesa del garantismo quando c'è andato di mezzo il leader, Silvio Berlusconi, la Gelmini ha precisato che «non siamo tutti come lui e non ci possiamo riparare tutti sotto questo ombrello».

«Siamo nel mirino qui in Lombardia, e proprio per questo ci vuole un po' più di attenzione, di cautela, di sobrietà e di trasparenza», ha aggiunto la Gelmini. Che, da coordinatrice, è molto attenta a che non si «infanghi l'intero partito per qualche caso isolato tutto da dimostrare». E ancora: «Lo scontro tra magistratura e politica in questi anni ha fatto male ad entrambe, va rispettato il lavoro delle procure».

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Apriti cielo. Luca Squeri ha letto l'intervista e non ci ha visto più. Ha preso carta e penna e ha rimesso direttamente a Berlusconi il suo incarico di coordinatore provinciale. In nome del garantismo tradito, «messo in discussione» non da una persona qualunque, ma dalla coordinatrice regionale. «Tra le righe di questa intervista - scrive Squeri - è palese la presa di distanza nei confronti di chi meriterebbe invece una difesa forte e tenace. Chiunque abbia letto gli atti dell'inchiesta, infatti, non può non accorgersi che l'arresto di Mantovani è totalmente illegittimo».

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