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Per l'associazione ucraina ancora un "no" dal consiglio di zona

Negata per la seconda volta l'iscrizione all'albo delle associazioni. Stavolta c'è anche il motivo: le attività non sarebbero "per fini di interesse generale". Guaiana: "Scelta politica, precedente pericoloso"

Sfilata tradizionale dell'associazione (foto Fb)

Confermato dalla zona 2 il "no" all'iscrizione all'albo delle associazioni per "Rinascimento dell'Ucraina", l'associazione che aveva chiesto già una volta senza successo tale riconoscimento nel 2015. Hanno votato contro l'iscrizione 12 consiglieri, 9 i favorevoli e 2 gli astenuti. La procedura si è ripetuta perché - contrariamente a quanto prescritto dai regolamenti comunali - nel primo diniego il consiglio di zona si era "dimenticato" di aggiungere la motivazione ufficiale.

Il nuovo voto si è tenuto il 23 marzo, dopo che il 10 marzo nel consiglio di zona di viale Zara in un primo tempo si era deciso di non anticipare la votazione ma di lasciarla tra gli ultimi punti all'ordine del giorno, con l'ipotesi quindi che si votasse un altro giorno, e poi - intorno alle undici di sera - era caduto il numero legale con i consiglieri pronti a votare quando ormai i rappresentanti dell'associazione e i giornalisti se n'erano andati, convinti che appunto il voto si sarebbe tenuto un'altra volta.

Le attività svolte non sarebbero «sufficienti a dimostrare che l'associazione opera per il perseguimento di fini di interesse generale della comunità locale». E' quanto si legge nel nuovo documento votato dal consiglio. La motivazione del diniego, dunque, stavolta c'è, anche se appare molto generica.

Con quali criteri si misura, infatti, il "perseguimento di fini di interesse generale"? Gli incontri culturali e di approfondimento sulla storia ucraina, i festeggiamenti per le ricorrenze religiose del calendario ortodosso, il recupero delle tradizioni, tutte iniziative aperte sia agli ucraini sia agli italiani sia a chiunque altro: se il consolidamento del senso di comunità e l'apertura a tutti i cittadini senza distinzioni non sono fini di interesse generale, andrebbe chiarito - dal punto di vista sociologico e anche politico - che cosa intende la maggioranza di centrosinistra per "coesione sociale".

Del resto l'associazione era interessata ad ottenere il riconoscimento proprio per «dialogare con il comune e organizzare insieme alcune iniziative», come avevano spiegato - il 10 marzo - l'attuale presidentessa e la ex presidentessa.

Ad astenersi dal voto il presidente del consiglio di zona Mario Villa (Pd) e Roberto Carusi (Sel). Hanno votato "sì" (quindi per il diniego) Silvestre Agnello e Luigi Tranquillino (Sinistra x Pisapia), Alberto Ciullini e Alberto Proietti (Sel), oltre a tutti i consiglieri del Partito democratico presenti tranne il presidente: quindi Valentina Azzarone, Alessandra Gatti, Anita Gonano, Simone Locatelli, Carole Lynn McGrath, Savino Montanaro, Gianluca Pirovano e Marisa Viadana. Si evidenzia che Gonano e Montanaro figuravano tra i favorevoli all'iscrizione, nel 2015. Hanno votato "no" (quindi per l'iscrizione) il vice presidente del consiglio di zona Yuri Guaiana (Radicali) e poi Roberta Capotosti e Carlo Sorrentino (Sovranità), Stefano Costa (Verdi), Maurizio Mucciarelli e Raffaella Piccinni (Gruppo Misto) e Mario Pizzi, Marzio Nava e Dionigi Caligaris (Forza Italia). Da segnalare i ben 18 assenti alla votazione.

«In questo scorcio di consigliatura la zona 2 ha scritto una bruttissima pagina chiudendo la porta in faccia ad un'associazione che, al contrario di quanto scritto nella motivazione, fa iniziative di interesse generale della comunità locale e chiedeva di avere un rapporto con l'istituzione. Sotto il profilo tecnico ritengo ci siano gli estremi per un ricorso al Tar; sotto il profilo politico i colleghi che hanno votato a favore del diniego si prendono la responsabilità di creare un precedente pericoloso che permetterà di rifiutare l'accesso al registro a tutte quelle associazioni politicamente sgradite alle maggioranze che si alterneranno alla guida del consiglio». Questo il commento di Yuri Guaiana, consigliere radicale e vice presidente del consiglio di zona.

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