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Milano, fino a 46,43 euro al giorno per accoglienza dei migranti: la Lombardia dice no

Conferenza Stato-regioni sui costi per l'accoglienza. Lombardia, e altre 7 regioni, contrarie

La Lombardia dice no. Il Pirellone e altre sette regioni - sulle 12 che hanno preso parte alla riunione - si sono fermamente opposte all'ipotesi, paventata dal governo, di aumentare i costi giornalieri per la gestione dei migranti che vengono corrisposti alle associazioni e alle strutture che si occupano di accoglienza. 

Ad annunciarlo, in una nota ufficiale, è stato l'assessore alla sicurezza e immigrazione, Riccardo De Corato, che martedì ha parte in videoconferenza alla "commissione immigrazione e italiani all'estero" della Conferenza Stato-Regioni. All'ordine del giorno - hanno fatto sapere dal Pirellone - c'era proprio "il nuovo capitolato relativo ai costi medi del servizio di accoglienza".

Migranti, più rimborsi per l'accoglienza: il Viminale dice sì

"Come rappresentante della regione Lombardia - ha dichiarato De Corato - ho espresso parere contrario sul punto all'ordine del giorno che prevedeva l'aumento dei costi pro die per l'accoglienza degli immigrati: da un costo minimo giornaliero di 21,35 euro a 28,74 e da un costo massimo di 41,83 a 46,43 euro. La maggioranza delle regioni presenti, 8 su 12, ha espresso parere contrario all'aumento dei costi per la gestione degli immigrati", ha rimarcato l'esponente della giunta.

"Abbiamo inoltre sottolineato - ha aggiunto De Corato - l'incongruenza tra un capitolato che prevede l'aumento dei costi dell'accoglienza e l'invarianza di spesa rispetto all'anno precedente. Abbiamo anche ribadito quanto detto in fase di valutazione del decreto legge n.130/2020, ovvero che con la riforma del sistema di accoglienza è stata ripristinata la possibilità di ospitare anche richiedenti asilo che prima non avrebbero avuto alcun requisito per poter soggiornare in Italia". 

E questo, secondo l'assessore lombardo, ha una inevitabile conseguenza. "Quasi tutte le regioni - ha sottolineato - hanno espresso forte preoccupazione per la volontà del governo di aumentare il numero degli ospiti  nei centri di accoglienza da un minimo di 50 a oltre 600. È del tutto evidente che ci si sta apprestando ad una nuova stagione di accoglienza che, come già accaduto, vedrà la Lombardia pagare il prezzo più alto. Fino allo scorso anno più dell'80% delle domande è stato respinto dalle commissioni territoriali lombarde. C'è il rischio concreto - ha concluso De Corato - che con la nuova legge si andrà verso l'apertura di nuove strutture sul nostro territorio".

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