Torna 'Balconiadi', la protesta degli striscioni contro la manifestazione di Lega e FdI

A lanciare l'invito a dire la propria "contro il sovranismo" I sentinelli di Milano

"Balconiadi contro il sovranismo!". Questo lo slogan con cui I sentinelli di Milano hanno annunciato il ritorno di Balconiadi, la protesta degli striscioni sui balconi, che lo scorso maggio si era diffusa in tutt'Italia con messaggi contro le politiche dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"In occasione della manifestazione di Lega e Fratelli d'Italia a Roma il 19 ottobre - scrivono I Sentinelli di Luca Paladini - lanciamo una nuova risposta di lotta e di balcone. Dichiariamo come la pensiamo e quello che desideriamo su striscioni, lenzuola, disegni da stendere ai nostri balconi (ma vanno bene pure finestre e terrazzi). Facciamolo in tutta Italia!".

"Aggiungete l'hashtag #parlatecidi - continuano I Sentinelli con un chiaro riferimento alla strumentalizzazione dei fatti di cronaca di Bibbiano- . Inserite anche città e via". Diversi i temi al centro della protesta contro Lega e Fratelli d'Italia, dall'accoglienza ai diritti, passando per omofobia e 'ius soli'. 

i sentinelli-2(L'invito dei I Sentinelli, da facebook.com/isentinellidimilano)

L'origine di 'Balconiadi'

A maggio l'adesione a 'Balconiadi' era stata amplissima. Molteplici le scritte comparse su balconi e terrazzi in tutta Milano, come "Mi stai sul terrazzo", "Hai bloccato i barconi, non bloccherai i balconi", e ancora "Extrarrestre portalo via", "Meno Salvini più gattini" e "T'aspettano su Marte, viaggia a spese tue". L'iniziativa era stata indetta dai Sentinelli e da Insieme Senza Muri in risposta all'episodio di Brembate (Bergamo) di lunedì 13 maggio, quando il questore aveva fatto togliere ai vigili del fuoco uno striscione dedicato al ministro dell'Interno ("non sei il benvenuto") che era atteso nella cittadina per una manifestazione.

In occasione dell'originale protesta una milanese di San Siro era stata indagata per diffamazione dopo aver esposto fuori dalla finestra di casa lo striscione con la frase "Salvini amico dei mafiosi, nemico dei poveri". Il fascicolo era stato aperto da Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo, dopo che la Digos gli aveva trasmesso gli atti relativi alla vicenda. 

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