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Arresti a Barcellona: la Lega vuole esporre la bandiera della Catalogna

La richiesta del Carroccio al presidente del consiglio regionale

La notte di proteste a Paseo de Gracia a Barcellona (Foodfamilytravel@Instagram)

L'alta tensione a Barcellona ha un'eco nella politica lombarda: Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord in Regione, ha chiesto ufficialmente al presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo di far sventolare la bandiera della Catalogna al Pirellone in segno di solidarietà «del parlamento lombardo», letterale, «verso quello catalano».

Il 20 settembre a Barcellona la Guardia Civil spagnola ha arrestato quattordici persone legate al governo della Comunità Autonoma della Catalogna. L'obiettivo del governo spagnolo è quello di dare seguito ad una sentenza dei giudici costituzionali del Paese iberico, che hanno definito illegale il referendum sull'autonomia della Catalogna calendarizzato per il primo di ottobre, con cui verrà chiesto ai cittadini: «Volete che la Catalogna sia uno Stato indipendente in forma di repubblica?».

Nella seconda città spagnola si sono susseguite proteste dopo gli arresti. Migliaia di manifestanti hanno presidiato, nella notte tra mercoledì e giovedì, l'ingresso del dipartimento di Economia del governo catalano (il cui responsabile è tra gli arrestati), "bloccando" di fatto gli agenti della Guardia Civil che stavano effettuando una perquisizione all'interno. Giovedì 21 un'altra manifestazione, questa volta davanti a palazzo di giustizia. 

De Corato: "Paragone con il referendum lombardo ridicolo"

"Anche oggi sotto il sole di Lombardia abbiamo assistito a dichiarazioni ridicole e volutamente confuse da parte di alcuni leghisti che continuano a paragonare il referendum consultivo lombardo con la scelta secessionista catalana - ha commentato Riccardo De Corato, capo gruppo di Fdi alla Regione Lombardia -. E' una confusione che va a danno della nostra Regione. Errore in cui cadono coloro che fanno una similitudine tra i due metodi e quesiti referendari. Tra loro c'è un abisso istituzionale e politico. Anche perché per quel che riguarda il referendum lombardo il quesito fa esplicito riferimento all'unità nazionale al contrario di quello catalano".

Quando la polizia irruppe nella sede della Lega

Romeo, nella sua richiesta, parla di «vicinanza alla Catalogna e ai suoi rappresentanti politici e istituzionali» da parte di chi «crede nell'Europa dei popoli e nel diritto all'autodeterminazione». L'esponente del Carroccio ricorda anche, in parallelo, quanto accaduto nel 1996 nella sede leghista di via Bellerio, a Milano, con l'irruzione della polizia e l'allora deputato, oggi presidente della Lombardia, Roberto Maroni ferito negli scontri che si sono susseguiti.

«Ancora una volta la Lega tenta di strumentalizzare una vicenda complessa che nulla c'entra con la Lombardia», è la reazione di Chiara Cremonesi (capogruppo di Insieme x la Lombardia), contraria alla richiesta: «Il partito di Salvini e Maroni oscilla, a seconda delle convenienze, tra i due opposti del nazionalismo alla Le Pen e dell'indipendentismo catalano, che comunque, per storia e contesto, niente ha da spartire con le battaglie padane».

«Non possiamo accettare - conclude Cremonesi - che il Pirellone venga prestato all'ennesimo gesto a uso e consumo della propaganda leghista».

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