Vendite benefiche, via libera ai "paletti" anche a Milano: scelte le aree, i giorni e gli orari

Il Comune si adegua alla legge regionale

Banchetto di beneficenza

Il Comune di Milano ha definito le 53 aree in cui sarà possibile effettuare la vendita di beni per iniziative di solidarietà da parte di Onlus, Fondazioni e associazioni. Il provvedimento è stato approvato dal consiglio comunale con 28 voti a favore e 2 astenuti. Si tratta di un documento obbligatorio, di cui tutti i Comuni lombardi devono dotarsi per adeguarsi alla legge regionale del 2015, "eredità" della giunta del leghista Roberto Maroni, che appunto prevedeva limitazioni alle vendite benefiche, viste talvolta come "concorrenziali" rispetto ai commercianti.

La legge regionale prefvede appunto il Piano comunale della cessione a fini solidaristici per «promuovere la corretta coesistenza» tra i negozi e i banchetti di beneficenza, che dovranno essere predisposti «prevalentemente» nell'ambito di eventi aggregativi e culturali, come le feste di quartiere. Insomma, regole restrittive che non impediscono le azalee per la ricerca sul cancro, ma le rendono più difficili da trovare.

Le 53 aree sono state trovate in tutta Milano, ma prevalentemente in centro. La giunta milanese (di colore opposto a quella regionale) vede però il "bicchiere mezzo pieno": «Il provvedimento disciplina in modo chiaro i tempi, i luoghi e le modalità con cui sostenere la ricerca e le diverse associazioni solidaristiche mettendo al riparo i milanesi da truffe e raggiri», commenta Cristina Tajani, assessora al commercio. L'obiettivo principale diventa quindi la protezione dei cittadini dalle eventuali truffe di associazioni improvvisate o poco serie. E Laura Specchio, consigliera del Pd, aggiunge che nella commissione commercio (da lei presieduta) sono state ascoltate le associazioni di categoria dei commercianti e naturalmente degli enti benefici, «per formulare un piano idoneo a tutelare cittadini, esercenti ed enti attraverso regole certe di cui, d'ora in poi, disporre».

Le regole: cartelli, spazi, prodotti

Potranno essere venduti prodotti alimentari confezionati e non deperibili (ma non i superalcolici) e prodotti non alimentari (con esclusione di armi, medicinali, tabacchi e generi da fumo), di modico valore e ceduti a corpo e non a misura. Gli organizzatorii della vendita benefica dovranno esporre una segnaletica con il nome dell'ente promotore e lo scopo perseguito con la raccolta fondi, nonché la dizione «offerta minima» eventualmente con l'aggiunta di un importo minimo stabilito. Se la vendita avviene in area pubblica, lo spazio non potrà eccedere i 9 metri quadrati con un banchetto oppure un gazebo di colore avorio (come previsto dal regolamento sul commercio su aree pubbliche, già in vigore).

Le regole: giorni e orari

Rigorose le regole su giorni e orari. Le attività di vendita benefica potranno avvenire dalle 8 alle 22 per non più di due giorni con un intervallo minimo di 30 giorni tra una iniziativa e l'altra dello stesso ente promotore. Il limite dei due giorni sarà derogabile solo se si tratta di raccogliere fondi per eventi calamitosi di tipo straordinario. Ogni soggetto potrà poi effettuare non più di sei iniziative di fundraising per ciascun anno solare.
 

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