Berlusconi "riabilitato" dal Tribunale di Sorveglianza: può essere candidato ed eletto

La decisione annulla gli effetti della condanna nell'ambito del processo Mediaset per la legge Severino

Nel caso si andasse alle elezioni, l'ex premier Silvio Berlusconi potrà ricandidarsi. A deciderlo è stato il Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha concesso al Cavaliere la "riabilitazione".

La decisione, arrivata con un mese di anticipo rispetto alle previsioni dopo la presentazione lo scorso marzo dell'istanza da parte dei legali del leader di Forza Italia, di fatto annulla gli effetti della condanna subita da Berlusconi nell'ambito del processo sui diritti Mediaset nel 2013. In quell'occasione la condanna aveva fatto scattare l'incandidabilità e per effetto della legge Severino l'esclusione dalla vita pubblica per sei anni. Essendo la decisione immediatamente esecutiva, nel caso in cui fallisse il tentativo di Lega e Cinque Stelle di formare un governo e si dovesse andare alle elezioni, Berlusconi sarebbe candidabile e avrebbe il diritto di essere eletto.

Le reazioni

“E’ una grande e bella notizia, che non cancella anni di ingiustizia e di amarezza, ma restituisce a noi tutti fiducia e al Paese un vero statista. Figura della quale, oggi, l’Italia ha più che mai bisogno”. Con quetste parole l’onorevole Michela Vittoria Brambilla ha commentato la sentenza che riabilita il presidente Silvio Berlusconi e lo rende nuovamente candidabile. "Giustizia è fatta. Finalmente il nostro leader Silvio Berlusconi ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Milano la riabilitazione" ha ribadito via Twitter Maria Stella Gelmini.

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"Berlusconi che torna candidabile è una buona notizia per lui, e ne sono davvero felice, e soprattutto per la democrazia" scrive in una stringata nota ufficiale il segretario della Lega Matteo Salvini. "Parziale giustizia a solenne ingiustizia, aspettando Strasburgo'' scrive su Twitter l'ex presidente del Senato Renato Schifani, commentando la notizia. 

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